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Informatica, elettronica di consumo e abbigliamento: i giovani cinesi primi clienti di riferimento?

Le grandi aziende iniziano a focalizzare con attenzione il bacino dei giovani cinesi.



La Cina come risorsa. L’Associated Press segnala che il numero di giovani cinesi con un età compresa tra i 14 e i 24 anni è pari a 200 milioni, quasi il doppio dell’intera popolazione giapponese.

Un bacino di utenza che fa gola alle aziende, non solo a quelle cinesi, ma anche ai brand occidentali. Duecento milioni di giovanissimi, teenagers e post-adolescenti, uno dei piatti preferiti per chi cura gli ingredienti del marketing e della commercializzazione di prodotti e servizi. Ognuno di essi, prosegue l’agenzia di stampa, intasca una paga settimanale di circa 73 dollari. Sono figli unici, come previsto dalla politica demografica del governo cinese, e ricevono extra anche dai nonni. Nike, Adidas, Quicksilver Inc., H&M e Zara sono alcuni dei nomi di puntano a conquistare i potenziali giovani consumatori cinesi. Abbigliamento e calzature, dunque, ma anche informatica ed elettronica di consumo.

Secondo Brian Marshall, analista di Broadpoint AmTech, nel 2010 in Cina si venderanno iPhone per un volume pari al 1520% del totale. È di questi giorni l’accordo pluriennale firmato da Apple e China Unicom per la distribuzione dello smartphone dell’azienda di Cupertino.

E in Cina, spiega Rebecca Fannin, autrice del libro «Silicon Dragon: How China is Winning the Tech Race», anche se il venture capital è diminuito rispetto un anno e mezzo fa, le start-up che operano nel settore IT continuano a fiorire, come dimostra il balzo dal decimo al sesto posto nella classifica delle richieste di brevetti internazionali.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il