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Come curare la nuova influenza A? Nei casi più gravi c'è la macchina che fa riposare i polmoni

Una macchina che mette a risposo i polmoni. La nuova soluzione contro l'influenza A



Prima il ragazzo 24enne di Parma, ricoverato a Monza in gravi condizioni (ma finalmente fuori pericolo), poi oggi la notizia della prima vittima italiana per effetto dell’influenza A. Si tratta di un uomo di 51 anni, napoletano, affetto dal virus ma mai stato all’estero.

Questi due casi hanno contribuito ad acuire il timore di una maggiore diffusione dell’influenza A nel nostro Paese e alla paura dei cittadini, medici ed esperti rispondono consigliando come prevenire la febbre ed eventualmente curarla subito. A parte antivirali e misure di igiene profonda, nei casi più gravi si ricorre alla cosiddetta macchina antivirus, già utilizzata in Australia e Nuova Zelanda e che ha prodotto ottimi risultati.

Più che di una macchina si tratta di una metodica (si costruisce ad un costo moderato assemblando varie componenti, pompa, cannule e membrana ed altro) che, utilizzando la circolazione extracorporea, asporta l’anidride carbonica mentre garantisce l’ossigenazione. In pratica, si tratta di un sistema che mette a riposo il polmone, anziché costringerlo forzatamente a lavorare come si è fatto per molto tempo con la ventilazione meccanica.

Gli esperti spiegano come si è arrivati a questa soluzione e dicono che lavorando sugli animali “abbiamo scoperto che se il polmone artificiale riesce ad asportate l’anidride carbonica, la ventilazione, ovvero il volume di aria che circola nei polmoni in un minuto, si riduce in maniera proporzionale; arriva addirittura a fermarsi se la rimozione del gas sfiora il 100 per cento.

In contemporanea, l’ossigenazione viene garantita da un catetere posizionato nella trachea. Alla fine il polmone è sostanzialmente 'fermo', una condizione che lentamente gli permette di guarire o, per lo meno, di riprendersi”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il