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Fondi pensione: quale scegliere tra Aperti e Chiusi. Condizioni, riscatto e destinari

Fondi pensione aperti o chiuse: le differenze.



La scelta di aderire o meno ad un fondo pensione è diventata (in vigore dal primo gennaio 2008) volontaria e personale e chi intende aderire ha diverse possibilità, potendo scegliere tra una forma pensionistica collettiva oppure individuale. Qualora si pensasse che la pensione che un domani si riceverà non sarà sufficiente a garantire un buon tenore di vita, i lavoratori possono decidere di destinare una parte del proprio risparmio alla costruzione di una rendita aggiuntiva, versando contributi alle forme pensionistiche complementari.

Le forme pensionistiche complementari si distinguono in due categorie: ci sono i fondi pensione, istituiti da banche, assicurazioni, SGR e SIM, che, a loro volta, possono essere aperti, e ci si può iscrivere chiunque, o chiusi, destinati solo ai lavoratori che appartengono ad una determinata categoria professionale o geografica, e poi ci sono i piani pensionistici individuali (PIP) e le Forme pensionistiche integrative (FIP). 

I Fondi pensione aperti sono quelli istituiti direttamente da banche, società di intermediazione mobiliare, compagnie di assicurazione, società di gestione del risparmio a favore di tutti e rappresentano un patrimonio autonomo finalizzato esclusivamente all'erogazione delle prestazioni previdenziali. L'adesione ai fondi aperti può avvenire in forma collettiva o individuale.

I fondi chiusi si rivolgono, invece, a lavoratori appartenenti ad un determinato comparto, impresa o gruppo di imprese o ad un determinato territorio (come Regione o Provincia autonoma) e consiste essenzialmente nella raccolta dei contributi, dell'individuazione della politica di investimento delle risorse, nella gestione finanziaria e nella erogazione delle prestazioni.

Coloro che beneficiano dei fondi pensione possono chiedere l'anticipazione della propria posizione individuale maturata in qualsiasi momento, per un importo non superiore al 75% del montante, per spese sanitarie, per gravi situazioni familiari e interventi chirurgici straordinari.

Le somme ammontano, dopo 8 anni di iscrizione, ad un importo non superiore al 75% del montante per l'acquisto (documentato con atto notarile), la ristrutturazione o il risanamento conservativo della prima casa, compresa quella dei figli, e ad un importo non superiore al 30% del montante per altre esigenze degli aderenti. Per poter iscriversi ad un fondo pensione, con la nuova riforma in vigore dal primo gennaio 2008, non è più richiesto come requisito la titolarità del redditi di lavoro o d'impresa e l'esistenza di una posizione previdenziale pubblica.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il