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Nuova Influenza A: previsioni numero casi in Italia. Prima morte a Messina?

Casi e previsioni sulla diffusione dell'influenza A



Prima il caso grave del ragazzo di Parma ricoverato a Monza, poi la prima vittima a Napoli, un uomo di 51 anni malato di Influenza A ma di cui si dice avesse già patologie poi ulteriormente aggravate dalla nuova influenza, che, dunque, non è stata causa primaria della morte. Ora un nuovo caso in Italia. Si tratta di una donna di 46 anni, Giovanna Russo, avvocato e madre di tre figli, deceduta sabato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Papardo, e sarebbe lei la prima vittima italiana per contagio diretto con il virus pandemico A H1N1.

La sorella di Giovanna, Giusy, medico, ha spiegato: “Mia sorella non fumava, non aveva broncopolmoniti pregresse, nessuna patologia sistemica che potesse non giustificare una non risposta ai farmaci somministrati. I medici che hanno cercato di curarla sono stati bravissimi”. L’unica certezza è che Giovanna Russo aveva contratto il virus A H1N1 ma  dove e come non si sa.

Il primario di Rianimazione del Papardo, Tanino Sutera, ha detto: “La signora è stata ricoverata nel mio reparto l’8 settembre per il peggiorare delle sue condizioni. Aveva una grave infiammazione polmonare e in quel momento abbiamo rilevato il virus”. Dopo la morte di Giovanna Russo, il viceministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha organizzato un gruppo di lavoro per mettere a punto delle linee guida che indicheranno criteri e procedure per i casi in cui il virus A H1N1 si trasforma in una pericolosa polmonite virale.

E la situazione sembra diventare,  a questo punto, davvero allarmante, considerando anche che le previsioni che arrivano dall’Oms non sono per nulla confortanti. Si stima, infatti, che l’influenza A farà milioni di morti e causerà un disastro umanitario nel Terzo Mondo se i Paesi più ricchi non pagheranno vaccini e antivirali a chi non può permetterselo.  L’Oms ha, inoltre, stilato una lista di Paesi più a rischio, fra cui figurano Cuba, Bolivia, Corea del Nord, Bangladesh, Congo ed Eritrea. Poche per ora le nazioni (nove, fra cui l’Italia) disposte a donare il 10% delle scorte del vaccino a questi popoli.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il