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Professionisti, architetti e avvocati: migliaia di licenziamenti e poco lavoro

La crisi ha colpito anche i grandi professionisti. La situazione



Dagli architetti agli avvocati: la crisi ha colpito anche il grande e stimato settore dei professionisti.  In Italia, il Cup (Comitato unitario degli ordini e dei collegi professionali) stima per il 2009 quasi 300 mila posti di lavoro persi da liberi professionisti a partita Iva che non possono contare su ammortizzatori sociali o misure di tutela straordinarie.

Ad accusare il colpo ci sono nomi illustri ma soprattutto una miriade di piccole realtà che nel 2008 hanno guadagnato, in media 15 mila euro in meno, hanno dovuto ridurre il budget destinato alle consulenze e alle risorse umane, quindi tagliare contratti e posti di lavoro.

A risentire maggiormente del contraccolpo sono architetti e ingegneri: in Italia grandi studi addirittura sono arrivati a chiudere o bloccare grandi lavori. Queste categorie hanno registrato un calo del fatturato del 30%, a causa del mercato immobiliare fermo. Situazione analoga per i notai: sono crollate le compravendite, le stipule di mutui, le costituzioni di società.

Calo del 15% del fatturato per le professioni economiche (commercialisti, ragionieri, consulenti del lavoro) e non va meglio per gli avvocati, dove a risentirne sarebbero soprattutto i giovani che fanno gli avvocati d’ufficio e che non ricevono i compensi dallo Stato da due anni, ha sottolineato Maurizio de Tilla, presidente dell’Oua, l’organismo unitario dell’avvocatura.

Molti studi, di avvocati, consulenze del lavoro, commercialisti, ammettono le difficoltà, di aver bloccato le assunzioni e talvolta anche di vaer tagliato il personale proprio perché impossibilitati a ‘mantenere’ troppe persone. 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il