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Costi conti correnti tra i più alti e poco trasparenza. Confronto con Europa. Replica Abi

Le banche più care d’Europa? Quelle italiane. I dati della Commissione Ue.



Le banche più care d’Europa? Quelle italiane, che sarebbero, tra l’altro, anche le meno trasparenti. Questo è quanto emerge da un documento di lavoro pubblicato dalla Commissione europea, nel quadro di valutazione del mercato dei consumi 2008 (Consumer Market Scoreboard 2008).

Un esempio dei costi elevati? Un cittadino medio in Belgio spende 58 euro per i costi annue per la gestione di un conto corrente e le operazioni eseguite, in Irlanda 82, in Germania 89, in Gran Bretagna 103 ed in Francia154 (seconda in classifica), un italiano ne spende ben 253. Per i cittadini più abbienti la somma sale e si va da un massimo di 831 euro in Italia a un minimo di 28 in Bulgaria.

L’altra nota dolente che porta demerito all’Italia, secondo la Commissione europea, è la poca trasparenza delle banche. Ciò significa che le informazioni sono spesso difficili da capire e le spese bancarie, conseguentemente, sono opache.

Secondo la Commissione Ue quasi un terzo dei consumatori interpellati non è in grado di confrontare le offerte in materia di conti correnti e le informazioni sui prezzi fornite online sono incomplete, mentre in due casi su tre (66%) gli esperti che hanno redatto la relazione sui costi bancari hanno ripetutamente ricontattato le banche per avere ulteriori chiarimenti sulle informazioni relative ai costi. E non è tutto.

Dallo studio emerge che il 79% dei cittadini europei preferisce ricevere informazioni standardizzate, segno che i consumatori spesso non ricevono la consulenza adeguata sui servizi finanziari. Pronta la risposta dell’Abi: “Il prezzo del conto corrente in Italia è di circa 100 euro, ben inferiore rispetto a quello diffuso oggi a Bruxelles”.

Così il presidente dell'Abi, Corrado Faissola, ha respinto le valutazioni della Commissione europea. Faissola sottolinea che in Italia non solo il costo annuo del conto corrente è già inferiore ai 10 euro al mese, ma negli ultimi cinque anni ha visto anche una riduzione media di oltre il 27%, e ritiene, inoltre, che in Italia le banche siano trasparenti.

Spiega, inoltre, che proprio negli ultimi anni, si sono impegnate sul fronte della trasparenza e della chiarezza adottando prezzi più chiari, contratti e condizioni più semplici, estratti conto facile da leggere, consulenza pre e post vendita sui prodotti finanziari e trasferimento automatico delle bollette e dei mutui per chi vuole cambiare banca.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il