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Obama promette una svolta mondiale,Ahmadinejad attacca,Gheddafi show:i primi discorsi all'Onu.Video

Inviti a cooperazione mondiale e boicottaggio al presidente iraniano: i discorsi all'Assemblea dell'Onu



'Dare una risposta globale alle sfide globali': è questo l’invito che il presidente americano, Barack Obama ha rivolto al mondo intero durante l’Assemblea Generale dell'Onu. Ad aprire i lavori della 64esima Assemblea Generale, che conta 192 paesi membri, è stato il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon. Quest’anno la presidenza dell’Assemblea dell’Onu tocca, per rotazione regionale, all’Africa.

I 192 Paesi dell’organizzazione internazionale hanno scelto di eleggere un diplomatico libico, Ali Abdussalam Treki, ministro per l’Unione africana, confermando che Tripoli è tornata a far parte appieno della comunità internazionale. Nel corso dell’Assemblea, i leader mondiali hanno affrontato, tra l’altro, temi cruciali come quello del cambiamento climatico e della proliferazione nucleare.

E’ stato il discorso di Obama il primo, che ha rilanciato il ruolo delle Nazioni Unite spiegando di voler dare il via ad una nuova era di cooperazione multilaterale. E in merito a questo ha citato Roosevelt, secondo cui “La pace non è il lavoro di un uomo solo di un partito, di una Nazione. Non c'è una pace delle nazioni grandi o piccole, la pace è il frutto della cooperazione di tutto il mondo”. E poi precisa che gli Stati Uniti non rinunceranno mai ad essere al fianco di chi lotta per la libertà del proprio popolo.

Se Obama ha promesso cooperazione mondiale, il leader libico Muhammar Gheddafi ha attaccato l’Onu in piena Assemblea: “Nel Consiglio di sicurezza siedono potenze nucleari, quindi siedono dei terroristi. Presentatosi con un abito tradizionale color rame, recante sul petto una spilla nera a forma di continente africano, il leader libico (che pur cordiale con il presidente Obama in aula non lo ha incontrato neppure nei corridoi del Palazzo di Vetro) ha sbattuto più volte una copia dello statuto dell'Onu sulla tribunetta prima di buttarla alle proprie spalle e dire: “Il potere di veto affidato alle potenze nucleari uscite vincitrici dalla Seconda Guerra Mondiale dovrebbe essere annullato. Perché, spiega, il veto è contrario alla Carta, noi non lo accettiamo e non lo riconosciamo”.

Oltre a quelli di Obama e Gheddafi, è stato molto atteso l’intervento di Mahmud Ahmadinejad dell’Iran, che, però, dopo aver attaccato Israele ha portato decine di delegazioni ad abbandonare la sala dov’erano in corso i lavori. Dopo aver invocato il ‘ritorno del monoteismo e della giustizia’, Ahmadinejad ha iniziato a parlare dei territori palestinesi e ha puntato il dito contro il sostegno americano alla politica israeliana.

Ha continuato accusando Israele di ‘politiche inumane’ nei territori palestinesi e, a quel punto, i rappresentanti dei grandi Paesi dell’Ue sono usciti, tra questi Italia, Stati Uniti, Canada, Nuova Zelanda, Francia, Gran Bretagna, Germania, Paesi Bassi, Lituania, Polonia e Slovacchia mentre la Svezia, presidente semestrale di turno dei Ventisette, è rimasta insieme a Spagna, Portogallo e Finlandia. Davanti a una sala mezzo vuota, Ahmadinejad ha comunque continuato il suo attacco, soprattutto contro gli Usa.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il