Ma quanto sono buone le industrie farmaceutiche!

Quattro spot tv sul contributo di Farmindustria alla ricerca. Dove però si esagera sulla potenzialità delle medicine



SPOT TELEVISIVI per rivalutare il ruolo delle case farmaceutiche. L’idea è partita dalla Farmindustria, un insieme di aziende del settore, ed ha ottenuto il consenso delle associazioni dei malati. L’iniziativa ha lo scopo di ricordare ai consumatori che il 90% della ricerca è sostenuto proprio dalle aziende. Insomma, dopo le innumerevoli accuse da parte delle associazioni umanitarie, che hanno avuto forte risonanza sulle pagine dei giornali e online, sembra essere giunta l’ora del riscatto. E la televisione tiene duro: continua ad essere considerata come principale mezzo di diffusione delle notizie, perché ancora in grado di raggiungere il maggior numero di occhi ed orecchi.
Dal 27 settembre, andranno in onda sulle reti televisive nazionali, 4 spot-rivelazione. Le immagini faranno grande leva sui sentimenti, sfruttando l’umano desiderio di lunga vita e di auto-realizzazione. Un diabetico che firma un contratto trentennale, una donna che diventa mamma pur avendo subìto un trapianto, e via discorrendo.
Ci si chiede quale impatto avranno, tali sequenze, sull’opinione pubblica, ma soprattutto sulle persone che fanno abitualmente uso di medicinali. Il rischio potrebbe essere quello di dare una versione distorta delle reali potenzialità dei farmaci, fornendo false speranze ai malati. Tuttavia, è bene anche ricordare che se il 90% dei fondi per la ricerca proviene dalle stesse aziende produttrici, è soltanto il restante 10% a provenire da finanziamenti pubblici, misti a quelli di associazioni e gare di solidarietà. Un dato che fa riflettere, soprattutto quando si è alla cassa di una farmacia a pagare decine di euro... per un banale raffreddore.

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Fonte: pubblicato il