Norme contro i fannulloni nella pubblica amministrazione di Brunetta cancellate.

Aborgata la normativa antifannulloni. Cgil: 'Incostituzionale'



La lotta ai fannulloni intrapresa qualche mese fa dal Ministro per la Funzione Pubblica, Renato Brunetta, sembra destinata a fallire. Nonostante i buoni risultati raggiunti con l’introduzione di nuove norme ‘punitive’ volte a contrastare la dissertazione del lavoro nella pubblica amministrazione, è stata  abrogata con un decreto legge pubblicato l'1 luglio (poi diventato la legge n.102/2009) la normativa 'antifannulloni' varata l'anno scorso dal ministro Brunetta.

Questa prevedeva disposizioni penalizzanti per gli impiegati pubblici, tra le quali indennità di malattia ridotta e fascia di reperibilità per i dipendenti in malattia estesa praticamente a tutta la giornata. La novità sono che le fasce orarie di reperibilità sono tornate due di due ore ciascuna, la certificazione medica è stata nuovamente affidata al medico convenzionato e sono state abrogate anche alcune delle norme che prevedevano penalizzazioni economiche per ‘chi non lavora come previsto’.

Così quel ministro Brunetta che aveva costruito la sua popolarità sull’impegno di ‘inchiodare’ gli impiegati alle loro scrivanie è stato ‘sconfitto’. Il motivo? Secondo i sindacati i provvedimenti presi erano ampiamente incostituzionale. La Cgil: "Tanto rumore per nulla".

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di Chiara Compagnucci Fonte: pubblicato il
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