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Vaccini influenza stagionale 2009 e virus A: come fare la scelta e i tempi.

Diffusione dell'influenza stagionale e vaccini. Chi può averli e come



Mentre continuano ad arrivare notizia di nuovi casi di influenza A, si profila alle porte anche il rischio della solita influenza stagionale, l’Australiana, che prevede più chance di contagio rispetto alla suina. E si prevede già che il picco massimo di contagi avverrà in inverno.

I tre ceppi più diffusi della stagionale 2009-2010 saranno il ceppo A/Brisbane/59/2007 (sempre della famiglia H1N1), il ceppo A/ Brisbane /10/2007 (H3N2) e il ceppo B/ Brisbane /60/2008, gli stessi contenuti nel vaccino anti-stagionale disponibile dall'inizio di ottobre e a cui si potrà associare quello contro la suina appena sarà disponibile.

Il contagio avviene tramite goccioline di saliva sparse da un malato, portano i virus sulle mucose (in genere dei bronchi) di un individuo sano ed entrano nelle cellule. I geni virali attaccano i meccanismi vitali cellulari e li costringono a produrre altri virus che, alla morte della cellula, si moltiplicano in altre cellule, diffondendosi nell'organismo. Nel frattempo, il sistema immunitario scatena prima una serie di molecole che innalzano la temperatura del corpo, dilatano i capillari e li rendono più permeabili, aumentando l'afflusso del sangue e facilitando la diffusione nel tessuto invaso dai virus dei globuli banchi e di liquidi.

Poi, queste molecole hanno un'azione nociva diretta per i virus. Per l'influenza stagionale il vaccino è stato aggiornato con i ceppi circolanti lo scorso anno e raccomandato per tutti gli ultra sessantacinquenni e le categorie a rischio.

Queste sono: le persone da 65 anni in su, bambini di età superiore a 6 mesi, ragazzi ed adulti affetti da una serie di patologie a rischio, bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, donne al secondo e terzo mese di gravidanza, i ricoverati presso istituti per lungodegenti, medici e personale sanitario di assistenza, familiari di soggetti ad alto rischio, persone che per motivi di lavoro sono a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani, persone addette a servizi pubblici di primario interesse collettivo.

I cittadini che rientrano tra le categorie a rischio potranno liberamente e gratuitamente recarsi presso gli studi del proprio medico curante o presso i centri vaccinazione dei Distretti o dell'Igiene Pubblica, presentare un certificato medico attestante la patologia o idonea documentazione circa l'appartenenza alla categoria a rischio e riceveranno il vaccino.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il