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Mafia e Stato: il papello documento della trattativa per fermare le stragi. Foto e immagnini

Un papello di 12 richieste di Cosa Nostra allo Stato. Obiettivo: bloccare le stragi. Cosa prevedeva il documento



I magistrati di Palermo e Caltanissetta hanno riaperto le indagini sugli attentati del 1992 e sulla trattativa tra Stato e Cosa nostra e ieri pomeriggio hanno interrogato negli uffici romani della Dia l'ex capo degli Affari penali del ministero di Grazia e giustizia Liliana Ferraro.

Sarebbe stata proprio lei ad informare Paolo Borsellino di quell'iniziativa di Don Vito Ciancimino, vicinissimo ai corleonesi Riina e Provenzano, pronto ad intavolare una trattativa per chiudere la stagione stragista in Sicilia in cambio di una serie di iniziative legislative a favore di Cosa nostra.

Sono 12 le richieste che i boss di Cosa nostra avanzarono agli uomini delle istituzioni nell'estate del 1992, per arrivare a una tregua. L’Espresso rivela, documentando anche con foto di alcuni fogli, le richieste di Riina e Provenzano, ora al vaglio dei magistrati, che si aprono con la revisione del maxi processo a Cosa nostra, per arrivare all'abolizione del carcere duro previsto dal 41 bis, agli arresti domiciliari per gli imputati di mafia che hanno compiuto 70 anni. La lista si conclude con la richiesta di defiscalizzazione della benzina per gli abitanti della Sicilia.

Ma l’elenco non finisce qui, perché accanto alle 12 richieste contenute nel papello, spunta a sorpresa un'altra lista con le proposte e le modifiche ai 12 punti pretesi dai corleonesi scritte dallo stesso Ciancimino e consegnata all'allora colonnello del Ros, Mario Mori.

A rivelare per primo l’esistenza di questo papello era stato il pentito Giovanni Brusca il 13 gennaio 1998, durante l’interrogatorio nel corso del processo di Firenze sulle stragi del '93. Brusca aveva riferito dell'esistenza di una trattativa tra il capo di Cosa Nostra e lo Stato, intavolata dopo la strage di Capaci. Poi, l'ex ministro della Giustizia Claudio Martelli una settimana fa ha rivelato in un'intervista ad Annozero che il giudice Paolo Borsellino sapeva, lo avrebbe appreso da Liliana Ferraro.

L'Espresso documenta la rivelazione con alcune foto dei fogli: http://espresso.repubblica.it/multimedia/14840289/1/1

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il