BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Posto di lavoro fisso: Brunetta risponde a Tremonti che è antiquato

'Posto di lavoro fisso? Soluzione del secolo scorso'. Le posizioni di Brunetta e Tremonti



Per il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, il posto di lavoro fisso è un valore da difendere, “la base su cui organizzare il tuo progetto di vita e la famiglia, mentre la variabilità del posto di lavoro, l'incertezza, la mutabilità per alcuni sono un valore in sè, per me onestamente no”.

Il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, boccia l'idea di Tremonti dell'impiego stabile, del posto fisso come base per fare progetti e famiglie e risponde dicendo che la soluzione da lui indicata è ‘del secolo scorso’. La nostra società in continuo cambiamento ed evoluzione ha bisogno di modernizzarsi. Ed è per questo che Brunetta propone di “spalmare le esigenze di flessibilità su tutte le forze lavoro occupate.

So bene quanto sia delicato questo argomento, basti pensare agli scontri, tra riformisti e conservatori. Ma bisogna tornare all'alleanza tra capitale e lavoro, quella che ti dà la flessibilità nella partecipazione, che ti dà l'inclusione e che fa diventare il lavoratore uno shareholder, un azionista, che può gestire le sue azioni nella mobilità”. Brunetta, però appoggia Tremonti sulla difesa del welfare italiano: “Bene gli ammortizzatori sociali. Però bisogna anche dire che i Paesi con un welfare pesante sono anche quelli che crescono di meno quando riprende il ciclo”.

Nella querelle Tremonti- Brunetta, si inserisce anche il ministro del Welfare Maurizio Sacconi secondo cui: “Più che il diritto al posto fisso è necessario assicurare il diritto alla formazione. Nessuno vuole, infatti, subire la mobilità da posto di lavoro a posto di lavoro: ciascuno vorrebbe poter scegliere il momento in cui cambiare, ovviamente in meglio.

D'altronde la continuità del posto non si afferma con norme di legge ma con l'occupabilità del lavoratore per le sue conoscenze e competenze. Importante è, dunque, il diritto continuo al miglioramento delle proprie competenze, con cui può decidere il proprio percorso lavorativo”.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il