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Appalti in Campania: Mastella e 63 indagati. Centinaia i raccomandati

Appalti truccati e corruzioni in Campania. Allontanata la moglie di Mastella



Un arresto, 18 ordinanze di divieto di dimora in Campania, 6 imprenditori e professionisti interdetti, 63 persone indagate a piede libero. Allontanata da Napoli, con divieto di dimora persino nelle province confinanti,  la presidentessa del consiglio regionale Sandra Lonardo, moglie di Mastella.

Via dal territorio campano anche Antonio Fantini, ex presidente della Regione e segretario regionale dell'Udeur, Fernando Errico e Nicola Ferraro, rispettivamente capogruppo e consigliere regionale, il consuocero di Mastella e un manipolo di funzionari di Arpac ed Asl di Benevento. Arresti domiciliari, invece, per l'ex direttore dell'Arpac (l'agenzia regionale per l'ambiente) Luciano Capobianco.

Tra gli indagati a piede libero anche lo stresso Mastella, l'ex senatore Tommaso Barbato, l'ex assessore regionale Andrea Abbamonte. Professori universitari e stimati professionisti. Sono questi provvedimenti presi a danno degli indagati nell’ambito dell'inchiesta su appalti e assunzioni, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, scaturisti da due indagini riguardanti presunti episodi di corruzione e concussione di esponenti dell'Udeur della Campania, tra i quali lo stesso Mastella, all'epoca ministro della Giustizia.

Le accuse contestate vanno dall'associazione a delinquere finalizzata alla truffa, all'abuso di ufficio, alla turbativa d'asta e alla concussione. Gli investigatori avrebbero scoperto e smantellato un sistema che gestiva appalti e concorsi pubblici. Ma lo scandalo più grande è stato quello Arpac. In un file su un pc dell'agenzia è stato trovato l'elenco di 655 raccomandazioni: accanto ad ogni nome quello del ‘raccomandatore’.

I controlli degli inquirenti hanno permesso di appurare che il 90% delle persone dell'elenco ha ottenuto nel tempo o l'assunzione o un incarico esterno. Numerose anche le intercettazioni che hanno messo in luce il sistema di controllo degli appalti, che finivano a ditte di imprenditori amici o di parenti degli indagati.

Secondo gli inquirenti, poi, gli amministratori che non si sottomettevano al 'sistema Udeur' o tradivano il partito finivano per essere oggetto di vere e proprie campagne discriminatorie o punitive.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il