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Riforma dell’università Gelmini:controllo orari professori,aumenti stipendio,cancellati ricercatori

In discussione la nuova riforma dell'Università. Cosa prevede



Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, rilancia sull’università e annuncia novità in arrivo. Potrebbe arrivare, infatti, a momenti il via libera sul disegno di legge del ministro per la riforma dell’università.  Le novità più rilevanti del testo riguardano l’orario dei docenti e il futuro dei ricercatori.

Per quanto riguarda il primo punto, la proposta prevede che i docenti debbano lavorare almeno 1500 ore l’anno, di cui 350 dedicate alla didattica e all’assistenza degli studenti per i docenti di ruolo e 250 nel caso di docenti a tempo definito. Il disegno di legge prevede, inoltre, forme di verifica dell’attività didattica e dell’impegno per l’attività scientifica.

Per quanto riguarda i rettori, il loro mandato dovrà avere durata di 8 anni e non oltre. Gli atenei potranno fondersi tra loro e l’unione potrà avvenire sia su base federativa, tra università vicine, sia in relazione a singoli settori di attività, per aumentare la qualità e abbattere i costi. Infine, i settori scientifico-disciplinari passeranno dagli attuali 370 a circa la metà.

Saranno premiati i migliori atenei e i professori che avranno raggiunto risultati migliori e svolto attività degne di lode avranno uno scatto di stipendio. Controversa, poi, la questione ricercatori. Il nucleo di valutazione d'ateneo sarà a maggioranza esterna (per garantire una valutazione imparziale) e sarà semplificata la struttura interna degli atenei. Una commissione nazionale (con membri italiani e per la prima volta anche stranieri) dovrà abilitare coloro che sono ammessi a partecipare ai concorsi per le varie fasce.

Saranno valutate le capacità e il curriculum sulla base di parametri predefiniti e le università potranno assumere solo coloro che saranno riconosciuti validi dalla commissione. Il disegno di legge, propone, inoltre, la formazione di un consiglio di amministrazione con il 40% di membri esterni e una più forte rappresentanza studentesca e ci sarà una distinzione netta di funzioni tra Senato accademico e Cda: il Senato avanzerà proposte di carattere scientifico e il Cda avrà la responsabilità chiara delle spese, delle assunzioni e delle spese di gestione (anche delle sedi distaccate).

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il