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Comprare su siti esteri online su Internet: l'e-commerce Ue non funziona

Nonostante la crescita dello shopping online, quello in Europa non funziona. I motivi



Se è vero che lo shopping online sta crescendo, che le spese sul web stanno gradualmente sostituendo quelle per le vie delle più grandi città, è anche vero che bisogna far fronte a problemi che derivano da questo generi di acquisti. Se, infatti, si compra fuori dal paese d'origine il 60% degli ordinativi non giunge a destinazione e l’Ue lancia l’allarme per una maggiore consapevolezza di spesa.

Eppure l’e-commerce non è un settore da sottovalutare, visto che è arrivato a gestire un giro d’affari che in Europa è pari a oltre 100 miliardi di euro.Secondo i risultati di una ricerca condotta su un campione di 100 prodotti di largo consumo, tra cui CD, libri e capi di abbigliamento, per i quali sono stati realizzati oltre 11.000 ordini di prova, i principali fattori che rendono gli acquisti esteri online problematici: le difficoltà che si incontrano per la differenza di lingua,  la mancanza di adeguate modalità di pagamento transfrontaliero e la scarsa collaboratività del venditore nell'inviare merci oltreconfine.

Il problema si potrebbe risolvere rendendo meno complesse le leggi che regolano il commercio internazionale. Per questo il Commissario per la Tutela dei Consumatori, Meglena Kuneva, evidenzia la necessità di attuare misure per la semplificazione delle transazioni tra Paesi Membri e di coordinamento tra le autorità fiscali per una più facile commercializzazione transfrontaliera.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il