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Influenza A: casi, sintomi e vaccino. Gli ospedali vengono presi d’assalto

Cresce l'allarme per l'influenza A. La situazione in Italia



I numeri dell'emergenza legate all'influenza A crescono: l'ultima vittima è una donna di 42 anni ed era napoletana, morta questa mattina per una broncopolminite da H1N1, senza avere patologie pregresse. E ancora, due nuovi casi gravi di influenza A in Puglia e sale a quattro il totale nella regione, mentre si aspettano i risultati dell’autopsia per sapere se la bimba di 11 anni morta a Napoli (dodicesima vittima italiana dell’influenza A e prima pediatrica) aveva altri problemi di salute. Un’altra bambina di 11 anni, originaria di Bolzano, è ricoverata a Innsbruck, in Austria, in condizioni estremamente critiche.

Restano molto gravi, all’ospedale San Martino di Genova, le condizioni della 35enne savonese incinta colpita dall’influenza A, che hanno spinto i medici a fare nascere il bimbo con un parto cesareo, e quelle di un pensionato di 79 anni, con problemi respiratori provocati dal virus, e a Roma, rimangono stabili le condizioni dei tre bambini ricoverati in terapia intensiva al Policlinico Umberto I colpiti dall’influenza H1N1 e già affetti da patologie croniche invalidanti. In Emilia Romagna, invece, preoccupazione per le condizioni gravi, ma stazionarie, di una donna all’ospedale Di Vaio, a Fidenza.

L’allarme influenza A dilaga in tutta Italia, c’è chi corre per accaparrarsi il vaccino, chi, invece, non rientra nella fascia delle categorie cui esso è destinato e cerca di proteggersi come meglio può. E così gli ospedali vengono presi letteralmente d’assalto in questi giorni. Nonostante le rassicurazioni dei medici sull’aggressività del virus H1N1 e gli appelli lanciati nei giorni scorsi a curare i figli a casa senza esporli al rischio di contrarre la malattia, sono decine e decine le mamme che portano i loro figli in ospedale; decine le famiglie che appena avvertono sintomi di febbre nei loro figli corrono dal medico.

E tutto dopo la morte della bambina napoletana perfettamente sana prima di contrarre il virus dell’influenza A. “Era prevedibile che al primo bambino vittima dell'influenza i genitori sarebbero entrati in fibrillazione”, ha spiegato Pierluigi Bartoletti, segretario regionale della Federazione dei medici di famiglia (Fimmg). “Ma l'incremento di accessi al pronto soccorso nei weekend è dovuto anche al fatto che gli studi dei medici di famiglia sono chiusi dal sabato mattina”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il