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Influenza A: cure, diagnosi e sintomi. Come proteggersi. E i bambini?

Nuovi casi di influenza A. I bambini i più a rischio



Si presenta come una normalissima influenza, porta dolori muscolari, stanchezza, sonnolenza, diarrea, vomito, febbre, mal di testa, perdita d’appetito, tosse, e in alcuni casi mal di gola e nausea, come l’influenza stagionale, può causare un peggioramento di patologie croniche preesistenti. E’ l’influenza A, quella che negli ultimi giorni sta mietendo vittime in ogni parte di Italia.

Dopo i casi clamorosi di due bambini di 11 e 10 anni, oggi la notizia di un’altra vittima: un medico 37enne campano. Per combattere il virus H1N1 sono necessari antipiretici e antinfiammatori, prime armi da usare, e le terapie a base di Tamiflu o Relenza vanno somministrate sempre dietro consulto medico e solo in soggetti con malattie gravi o preesistenti.

Stesso discorso varrebbe anche gli antivirali, secondo l’Oms, che devono essere dati solo a pazienti profondamente debilitati dalla malattia. Per prevenire l’insorgere dell’influenza A, bisogna poi seguire attentamente alcune regole: lavare spesso le mani con acqua e sapone, soprattutto dopo aver tossito, starnutito e essere stati in mezzo a tanta gente, coprire con un fazzoletto naso e bocca quando si starnutisce, evitare di toccare occhi, naso e bocca con mani non pulite, disinfettarle ogni volta che si può, aprire le finestre della propria abitazione ogni mattina per far circolare l’aria.

Il viceministro alla salute, Ferruccio Fazio, ammette che sono i bambini i maggior colpiti da questa influenza e ciò perché questo ceppo non ha ricordi immunitari, mentre le persone più anziane sono più immuni perché in passato sono state esposte ad altri virus e quindi seppur non proprio immuni hanno dei ricordi immunitari. Non a caso nel mondo solo il 3% delle persone colpita ha oltre 65 anni.

Premesso che una eventuale chiusura delle scuole non risolverebbe il problema e che la corsa agli antivirali e in ospedale non sempre è una soluzione, le contromisure che tutte le famiglie possono adottare per limitare i rischi di contagio, sono le seguenti: far lavare le mani ai bambini, bene e di frequente, con sapone e acqua tiepida prima dei pasti, al ritorno da scuola, dopo il parco o la palestra, proteggere i piccoli dagli sbalzi di temperatura ed evitare di portarli in luoghi troppo affollati.

Per proteggere, invece, i neonati sotto i sei mesi, è consigliato alle donne che partoriranno nel periodo epidemico di vaccinarsi in modo da trasmettere gli anticorpi al feto.


Autore:

Marianna Quatraro

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Autore: Marianna Quatraro
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