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Influenza A: quasi 1% degli italiani a letto. Ma il test in farmacia funziona?

Sale a 24 il numero delle vittime da influenza A in Italia. La situazione



Sarebbero 530mila gli italiani che hanno già contratto l'influenza A. Gli ultimi dati diffusi dalla rete Influnet dell'Istituto superiore di sanità, che stima l'andamento epidemiologico sulla base delle informazioni raccolte dai medici sentinella in tutta Italia, fotografano una pandemia galoppante, il numero delle vittime per virus H1N1 in Italia è nel frattempo salito a 24 e si parla dell’arrivo entro dicembre di 10 milioni di dosi di vaccino, ben sei in più, rispetto ai 4 milioni che si era preventivato di distribuire a fine novembre.

Nel frattempo, per sapere se febbre, tosse o starnuti sono solo sintomi dell'influenza stagionale o della H1N1, basta andare in una qualsiasi farmacia e chiedere un test per l'influenza A. Lo vendono in una confezione singola a 14,50 euro e  rileva la presenza degli antigeni dell'influenza di tipo A e B, compresi i ceppi suini e aviari.  Nella confezione c'è un tampone che deve essere fatto girare in una delle due cavità nasali e poi  inserito in un tubetto con all'interno un liquido. Bisogna lasciarlo stare per un minuto.

Il tubetto viene quindi chiuso con un cappuccio e il liquido versato a piccole dosi nella vera e propria cassetta del test. Dopo qualche altro minuto una striscia colorata dirà se il risultato è positivo o negativo. Se il test accerterà la presenza del virus A, sarà poi il medico di base, o quello del pronto soccorso, a prescrivere la cura che nella maggioranza dei casi sarà il Tamiflu, il farmaco antivirale, che si può acquistare sempre in farmacia.

A rischio influenza A sono soprattutto i giovanissimi, per l'alta capacità di subire e di trasmettere il contagio e il viceministro alla salute, Ferruccio Fazio, ha precisato: “I bimbi sani saranno comunque vaccinati al più presto, una volta tutelate le categorie a rischio, a partire da dicembre. Non perché temiamo per la loro salute ma perché dobbiamo eradicare la pandemia”. Fazio ha, inoltre, presentato il piano per l'assistenza ad alta intensità da erogare in quattordici strutture di Tutta Italia: da le Molinette di Torino, al S.Gerardo di Monza, al Policlinico e al S. Raffaele di Milano, al S. Matteo di Pavia, alle aziende ospedaliere di Bergamo e Padova, al S.Orsola Malpighi di Bologna, al Careggi di Firenze, al Gemelli e all'Umberto I di Roma, all'azienda ospedaliera Federico II di Napoli, al Policlinico di Bari e all'Ismett di Palermo.

Saranno questi i centri che dovranno coordinare gli interventi e il trasporto dei pazienti e garantire la disponibilità di personale addestrato nell'impiego dell'Ecmo, il macchinario salva-polmoni necessario in caso di sindrome da insufficienza respiratoria acuta grave. Questo è, infatti, il sintomo mortale più diffuso provato dal virus dell’influenza A.


Autore:

Marianna Quatraro

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Autore: Marianna Quatraro
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