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News a pagamento: Murdoch ci ripensa. Mentre Bloomberg rilancia a 1000 euro l'anno

Murdoch fa un passo indietro e Bloomberg rilancia: la questione news oline a pagamento



Murdoch ci ripensa e lavora ad un nuovo standard d’accesso alle news ondine. Murdoch a maggio aveva detto che si sarebbe iniziato a pagare le news on line ‘entro i prossimi 12 mesi’, aggiungendo che ‘i giorni di Internet, per come lo conosciamo ora, finiranno presto’.

Ora, però, il tycoon fa un passo indietro e dice di non poter promettere che tale impegno venga rispettato. Il dibattito sulle notizie a pagamento su internet è tornato in primo piano dall’inizio del 2009 con la crisi della pubblicità esplosa con la recessione in seguito allo tsunami economico che ha travolto il mondo. Sono numerosi i giornali online che hanno annunciato progetti in proposito, anche se molti editori stanno facendo marcia indietro.

Il motivo è presto spiegato con l’insicurezza circa gli incassi, il timore che essi  non arrivino a compensare la perdita di traffico. In questo contesto si è inserita anche la figura del sindaco di New York Bloomberg che, secondo quanto afferma il Wall Street Journal, sta valutando l’ipotesi di portare a pagamento una parte del proprio sito di informazione finanziaria finora gratuito, Bloomberg.com., tra 600 e 1000 dollari l’anno per entrare oltre l’homepage.

Con questa mossa (canoni cioè annuali o mensili) Bloomberg aggirerebbe l'ostacolo dei micropagamenti: molti editori stanno, infatti, considerando di stabilire un prezzo per ogni singolo articolo, magari di poche decine di centesimi, o di creare tessere a scalare prepagate. Non si sottrae dalla questione Google: secondo il Nieman Journalism Lab, il centro di ricerca sui media dell'università di Harvard, la Newspaper Association of America avrebbe chiesto a Google di mettere a punto uno standard di micropagamenti che possa essere utilizzato da tutti i siti di quotidiani americani.

Meno concorrenziale il ‘mercato news online a pagamento’ in Europa, dove per ora solo due testate hanno aderito al progetto. Si tratta dello Springer, l'editore della Bild Zeitung, il più diffuso quotidiano tedesco ed europeo, il cui accesso costerà fino al 31 dicembre 79 centesimi e poi si alzerà, e della Süddeutsche Zeitung che a partire dalla metà di novembre farà pagare 1,59 euro al mese per andare oltre l'homepage.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il