


In Italia si pagano i mutui più cari d’Europa. La frase non suona come una novità, ma trova un’ulteriore conferma negli ultimi dati forniti dalla Banca d’Italia. “Secondo le rilevazioni armonizzate, i tassi medi praticati in Italia, nel confronto con gli altri paesi dell'area dell'euro, risultano nel complesso allineati per i mutui a tasso variabile; per tale tipologia il tasso d'interesse risulta oggi molto contenuto.
I divari con l'estero permangono per chi sceglie il fisso, con tassi medi rilevati a giugno 2009 attorno al 5,2% contro il 4,4% praticato all'estero”. Ciò che, per il momento, consola, è che in Italia stanno tornando di moda i mutui a tasso variabile. Nel terzo trimestre di quest'anno il 70% delle nuove erogazioni sono ascrivibili a questa tipologia di contratto, replicando l'andamento osservato nel 2004 quando tale quota aveva raggiunto il 90%.
A segnalare il fenomeno è stato il capo del servizio Supervisione intermediari specializzati della Banca d'Italia, Roberto Rinaldi, che ha anche spiegato: "E' essenziale che gli intermediari forniscano alla clientela una corretta e sostanziale precontrattuale sui rischi connessi alla stipula di contratti il cui onere finanziario può lievitare significativamente in presenza di aumenti dei tassi di interesse”.
Autore:
Marianna Quatraro