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Virus A e possibilità che muti: 95mila morti se accadesse. Solo allarmismo?

Virus H1N1 ancor più aggressivose combinato con quello dell'aviaria: lo scenario



Continua a salire il numero delle vittime per influenza A, ma i medici continuano ad invocare la calma, assicurando che la morte per contrazione del virus H1N1 non è dovuta alla letalità che esso provoca una volta nell’organismo ma alla combinazione del virus e patologie pregresse già esistenti nei pazienti. E le morti in Italia lo confermano: quasi tutti i decessi registrati nel nostro Paese hanno parlato di persone già affette da altre patologie mentre per quanto riguarda i bambini il rischio di poter contrarre più facilmente il virus deriva dal fatto che non ricordi immunitari per cui risultato essere più deboli e attaccabili. Si teme ora che l’incontro dell’H1N1 e del virsu dell’influenza stagionale possa provocare una vera e proprio catastrofe.

Lo scenario parla di 8-12 milioni di malati e di 10-15 mila morti, se il livello di vaccinazione fosse basso: un terzo di ammalati per l'Australiana, due terzi per la nuova influenza (più contagiosa, ma meno letale). Ma i numeri potrebbero cambiare e anche il virus. Questo, infatti, potrebbe combinarsi con quello dell'aviaria, ancora in circolazione, e diventare più forte. Il virologo dell'università di Milano, Fabrizio Pregliasco ipotizza: “Mi aspetto che venga contagiato il 21% della popolazione, con 12,5 milioni di casi circa e un numero di vittime che potrebbe oscillare da 10 mila a 15 mila.

Se invece il virus dovesse essere aggressivo come quello della Spagnola del 1918, si arriverebbe a 23 milioni di ammalati (35% della popolazione), con 23 mila, 95 mila morti. Scenario altamente improbabile”. Inutile, quindi, diffondere allarmismo, se è vero che si prospetta una probabile contaminazione dell’H1N1, è anche vero che il vaccino potrebbe bloccarne la diffusione.

Autoe:

Marianna Quatraro

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Autore: Marianna Quatraro
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