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Obama e Cina: una nazione forte serve a tutti. Internet senza censura e rispetto diritti umani

Non solo economia ma anche libertà di espressione: il discorso di Obama in Cina



“Gli Stati Uniti non intendono contenere il successo di Pechino ma piuttosto perseguire una cooperazione pragmatica con la Cina sui temi di reciproco interesse. Se coltiviamo sfere di cooperazione anziché sfere di influenza vi saranno progressi per tutte le nazioni della regione. Per questo motivo è importante perseguire una cooperazione pragmatica con la Cina: nessuna nazione può risolvere da sola le grandi sfide del XXI secolo. Nello stesso tempo una relazione più profonda con la Cina non significa un indebolimento delle nostre alleanze bilaterali”.

E’ stato questo il senso del discorso che il presidente degli Usa, Barack Obama, ha tenuto a Tokio, prima tappa del suo viaggio in Asia, prima di partire per Singapore, dove ha preso parte al vertice dell’Apec (Cooperazione economica Asia Pacifico). Nel discorso di  Tokio, Obama si è presentato come il ‘primo presidente Usa del Pacifico’, ribadendo l'impegno profondo degli Stati Uniti nella regione asiatica e rassicurando il Giappone sui rapporti con gli States, parlando di ‘partnership incrollabile’.

Poi, con tono critico all’amministrazione Bush, ha ammesso: “So che l'America negli ultimi anni non ha mostrato molto impegno nell'attività delle organizzazioni multilaterali asiatiche, ma una cosa deve essere chiara: quel periodo è finito”. Obama apre a nuove possibilità, dunque, e tra queste la chiara volontà di favorire una libertà di espressione e di partecipazione, valore universale, che dovrebbe essere garantita per tutti, anche in Cina, arrivando a toccare anche il tema della libertà di parola sul web.

Obama ha, infatti, affermato di essere un ‘grande sostenitore della libertà completa nell'uso di internet e di essere contrario alla censura’. Così fa appello alla tutela dei diritti umani che “dovrebbero essere garantiti a ognuno, anche alle minoranze etniche e religiose, tanto che vivano negli Stati Uniti, in Cina o altrove”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il