BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Privatizzazione acqua: decreto del Governo. E infuria la polemica. Cosa cambia?

Privatizzazione dell'acqua: opposizione e lega sul piede di guerra



Il governo ha deciso: fiducia alla Camera sul decreto Ronchi, il cosiddetto dl ‘salva infrazioni’ per l'attuazione di obblighi comunitari, già approvato dal Senato, che contiene anche la contestata norma sulla riforma dei servizi pubblici locali compresa la liberalizzazione dell'acqua.

Il decreto deve essere convertito in legge entro il 24 novembre, pena la decadenza. Sul piede di guerra le opposizioni, contraria anche la Lega. Il decreto prevede che per le società che si occupano della gestione di servizi idrici la quota di capitale in mano pubblica scenda sotto il 30%, lasciando spazio ai privati.

A proporre la riforma dell’acqua è stata la maggioranza del centro destra che punta alla privatizzazione della gestione pur mantenendone la proprietà, per una maggiore efficienza nel servizio e per evitare di garantire posti di amministrazione di potere clientelare negli enti locali. Se la riforma verrà approvata, la gestione della nostra acqua sarà affidata a Utility, società private in tutte o in parte e il 31 dicembre 2011 le municipalizzate si trasformeranno in società miste con il 40% dei privati.

Secondo i dati Federutility, l'Italia ha le tariffe dell'acqua tra le più basse del mondo. Il nodo di un possibile rialzo delle tariffe è fra le questioni sollevate da quanti si dichiarano contrari alle norme sulla privatizzazione dell'acqua contenute nel dl Ronchi, sui cui è stata posta la fiducia. Quest'anno la tariffa media è stata pari a 1,29 euro al metro cubo.

Una famiglia di tre componenti, residente a Roma, paga un importo complessivo di 177 euro per un consumo medio annuo di 200 mc di acqua. A Tokyo per la stessa quantità si paga il corrispettivo di circa 280 euro, a San Francisco poco più di 400; 430 euro a Helsinki, 560 a Bruxelles, 740 euro a Parigi, 800 a Zurigo e poco meno di 970 euro a Berlino.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il