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Vaccino influenza A: conviene farlo? La Polonia parla di truffa

Dubbi della Polonia sull'effettiva validità del vaccino contro il virus H1N1



Dopo mesi di discussioni, continua il dibattito sull’efficacia o meno del vaccino contro il virus H1N1, consigliato da alcuni medici, non indispensabile per altri. Gli esperti continuano a tranquillizzare gli italiani sostenendo che la percentuale delle vittime correlate al virus H1N1 è lo 0,0038% dei malati, contro lo 0,2% dei decessi causati dalla normale influenza stagionale.

Qual è, dunque, la posizione più credibile? Le domande sull'efficacia del vaccino, insieme alle polemiche che hanno accompagnato i ritardi delle consegne, alimentano dubbi e incertezze non solo in Italia. Così dalla Polonia arriva un attacco ai paesi più ricchi sulla gestione dell'influenza A/H1N1 che accusa senza i governi, mette in discussione gli accordi con le case farmaceutiche e conclude: 'Siamo in grado di distinguere una situazione oggettiva da una truffa'.

L'intervento di Ewa Kopacz, titolare del ministero della Sanità polacco, ha così pubblicamente denunciato la ‘truffa’ ai danni dei cittadini da parte delle case farmaceutiche che producono i vaccini. E dice: “Ci sono tre vaccini disponibili oggi sul mercato, realizzati da tre produttori diversi.

Ognuno di loro ha una differente quantità di sostanze attive, non è strano che siano trattati tutti alla stessa stregua? Non è dunque ragionevole che il Ministero della Salute e i suoi esperti nutrano alcuni dubbi in proposito? E' possibile che uno di questi, magari quello con una quantità inferiore di sostanze attive, sia solo acqua fresca, alla quale attribuiamo il potere di curare l'influenza?”.

Poi rilancia: “Ci sono siti web nei quali i produttori di vaccini sono obbligati a pubblicare gli effetti collaterali della vaccinazione. Le vaccinazioni in Europa sono iniziate il primo di ottobre 2009, ma in nessuno di questi siti esiste un solo effetto collaterale: hanno inventato il farmaco perfetto. E, visto che il farmaco è così miracoloso, come mai le società che lo producono non vogliono introdurlo nel mercato libero e assumersene la completa responsabilità?”.

Autore:

Marianna Quatraro

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Autore: Marianna Quatraro
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