Mutui e clausole: occorre fare attenzione. Consigli e un esempio

Un’attenta lettura del contratto è il primo passo per mettere il risparmiatore al sicuro. Come stipulare un mutuo



La parola d’ordine quando si decide si stipulare un mutuo è attenzione. Un’attenta lettura del contratto è il primo passo per mettere il risparmiatore al sicuro da futuri problemi, specialmente se effettuata con la supervisione di un esperto in materia o del notaio stesso che dovrà curare la stipula dell'atto.

L’esperienza di un esperto del settore può, infatti, aiutare a scoprire quali siano le cosiddette clausole vessatorie. Si tratta cioè delle condizioni contenute nel contratto tra un professionista e un consumatore che possono determinare uno squilibrio significativo a danno di quest'ultimo e delle quali si può far valere la nullità. Nel caso in cui una banca decida di posticipare la cancellazione dell'ipoteca ecco cosa accade.

Se, per esempio, il tempo slitta da 1 a 2 anni dopo il saldo di tutte le rate ma si vuole ottenere il consenso immediato di cancellazione, bisogna innanzitutto partire dal presupposto che la clausola contrasta con la disciplina del mutuo fondiario, che consente al mutuatario di chiedere addirittura la riduzione dell'ipoteca ove venga pagata almeno la quinta parte del debito originario, e quindi la cancellazione ove il debito venga estinto integralmente.

Contrasta, inoltre, con l’articolo secondo cui il creditore deve consentire la liberazione dei beni dalle garanzie reali (e l’ipoteca è la garanzia reale per eccellenza) date per il credito e da ogni altro vincolo che comunque ne limiti la disponibilità. Nel caso interviene anche la legge Bersani che sancisce la nullità delle clausole che rendano gravosa per il mutuatario l'estinzione del mutuo.

La suddetta normativa obbliga la banca a cancellare l'ipoteca entro trenta giorni dall'estinzione del debito, ma introduce anche una novità a favore della banca la quale, se sussiste un ‘giustificato motivo’, può legittimamente impedire, entro il suddetto termine, che la cancellazione dell'ipoteca sia effettuata e ciò anche oltre i due anni previsti dalla clausola. La conclusione è, dunque, che si potrà legittimamente richiedere l'immediata cancellazione dell'ipoteca alla banca contestando la validità della clausola. Se, però, la banca, ritiene possa sussistere un giustificato motivo, potrà anche rifiutarsi.

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di Marianna Quatraro Fonte: pubblicato il