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Pausa Pranzo da non fare secondo Ministro Rotondi. E' un danno per la produttività

Il ministro Rotondi lancia la proposta di abolire la pausa pranzo. Il nutrizionista: 'Fa male'



“Un danno per la produttività. La pausa pranzo è un danno per il lavoro, ma anche per l'armonia della giornata. Non mi è mai piaciuta questa ritualità che blocca tutta l'Italia”. Così il ministro per l'attuazione del programma di governo, Gianfranco Rotondi, lancia la proposta di abolire la pausa pranzo in ufficio. “Le ore più produttive sono proprio quelle in cui ci si accinge a pranzare. Chiunque svolga un'attività in modo autonomo abolirebbe la pausa pranzo”.

Poi cita qualche esempio: “In Germania, ad esempio, per incentivare la produttività la pausa pranzo in alcuni posti di lavoro dura mezz'ora, mentre si estende a 45 minuti per chi lavora oltre le 9 ore. Tuttavia, secondo un recente sondaggio, un quarto dei tedeschi trascorre la propria pausa pranzo lavorando. Anche in Inghilterra molti dipendenti vi rinunciano o la riducono. In America addirittura la pausa pranzo non è proprio prevista dalla legge federale”.

Ma come si può trascorrere nove ore lavorando ininterrottamente senza nutrirsi? Saltare la pausa pranzo fa male, si andrebbe incontro a un calo di zuccheri che di fatto ridurrebbe l'efficienza sul lavoro e a sostenere questa teoria è stato anche il nutrizionista Pietro Antonio Migliaccio.

“Noi italiani culturalmente e geneticamente abbiamo bisogno della pausa pranzo, a differenza di altri popoli come gli anglosassoni dove si fa un'abbondantissima colazione e quindi la pausa pranzo diviene meno importante”, ha concluso Migliaccio.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il