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Vaccino Influenza A: quali reazioni possibili? Adiuvante pericoloso? Gli esperti rispondono

Lo squalene nel mirino del dibattito. Vaccinarsi o no?



Ci sono medici che lo hanno consigliato, altri che hanno ritenuto non farlo ai propri pazienti: il vaccino per l’influenza A sta creando non poche discussioni e c’è ancora chi mette addirittura in dubbio la sua utilità. Se ci si dovesse basare su un principio di precauzione probabilmente non si dovrebbero usare vaccini di cui non si è dimostrato, per ciascuna fascia d’età e per particolari categorie di persone come le donne in gravidanza, una reale assenza di effetti collaterali.

Ed è partito proprio in questi giorni il processo allo squalene, l’adiuvante che dovrebbe rendere più efficaci i vaccini contro la nuova influenza A ma che è sospettato di effetti collaterali. Lo squalene è un idrocarburo presente nell’olio di fegato di squalo e in alcuni vegetali che fa sì che il sistema immunitario reagisca con più efficacia al vaccino e, di conseguenza, basta una minore quantità di virus per ottenere una valida immunizzazione contro l’infezione.

Il dibattito sulla sua efficacia è partito ad ottobre, scatenato dal quotidiano Berliner Zeitung: secondo il giornale tedesco, il Governo avrebbe comperato 50 milioni di dosi di Pandemrix (l’antinfluenzale della Gsk) per vaccinare la popolazione e 200 mila dosi di Celvapan (prodotto dalla Baxter), che invece non contiene l’adiuvante, da destinare ai funzionari del governo e all’esercito, scelta particolare che molti hanno letto come ammissione che lo squalene non sia del tutto sicuro. Lo squalene è presente nell’unico vaccino anti-influenza A disponibile in Italia, il Focetria della Novartis.

Lo squalene si trova anche nell’organismo umano e quest’ultimo dovrebbe riconoscerlo come qualcosa di proprio, ma in circostanze particolari o quando lo squalene non è dove dovrebbe essere può stimolare la produzione di anticorpi contro se stesso, che possono poi andare ad aggredire anche lo squalene che normalmente si trova nell’organismo, con potenziali danni ai tessuti. È lo stesso principio delle malattie autoimmuni o dell’artrite reumatoide.

Anthony Fauci, uno degli immunologi più noti al mondo, che lavora ai National Institutes of Health americani, ha ricordato che questi vaccini vengono, infatti, di solito somministrati a persone anziane che hanno un debole sistema immunitario, a differenza dei giovani che potrebbero, invece, reagire in maniera più importante, tanto che gli americani e i francesi suggeriscono di non somministrare vaccini adiuvati a bambini piccoli e a donne incinte.

L’OMS, dal canto suo, risponde sostenendo che nel mondo sono state somministrate 22 milioni di dosi di vaccini anti-influenzali contenenti squalene e che non sono stati segnalati effetti collaterali significativi. Anche il vice Ministro della salute Ferruccio Fazio ha più volte ribadito la sicurezza del vaccino e invitato la popolazione a vaccinarsi. Ma in Canada è stato, invece, registrato un alto numero di gravi reazioni allergiche a un tipo di vaccino (GSK) contro l'influenza A.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il