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Liberi Professionisti e crisi: quali aiuti dallo Stato?

Iniziative a sostegno dei liberi professionisti da parte dello stato



Liberi professionisti categoria privilegiata? La crisi economica ha avuto improtanti ripercussioni su quasi tutte le categorie professionali e, in parecchi casi, ne compromette addirittura la sopravvivenza stessa dei professionisti più giovani e deboli, danneggiando le cosiddette parcelle professionali.

Come accaduto per aziende e pmi in difficoltà, il modo migliore per ovviare alla crisi dei liberi professionisti sarebbe quello di un aiuto tangibile da parte dello Stato, in termini di mutui agevolati o a fondo perduto. Ma sembra si tratti di un’ipotesi difficile da realizzare. Eppure dovrebbe essere lo Stato a schierarsi in prima linea per sostenerli.

L’alternativa potrebbe essere assegnare ai professionisti nuove funzioni che, con i corrispondenti introiti, consentano loro di colmare le perdite subite in seguito alla crisi. Il processo di acquisizione di nuove funzioni è già in atto da parte d'un certo numero di professioni: gli architetti, per esempio, stanno profondendo energie per la costruzione di edifici qualificanti nelle città.

Assecondano le aspirazioni dei centri urbani che vogliono diventare migliori per attrarre turisti e grandi masse; o cercano di rispondere alle aspirazioni formali di paesi in espansione, per esigenze che, oltre che economiche, sono psicologiche e politiche. I farmacisti delle parafarmacie (dove è necessaria la presenza di un farmacista) offrono, invece, in vendita estesamente cosmetici e prodotti antinvecchiamento i quali stanno diventando una risorsa considerevole per questi esercizi perché rispondono ai bisogni della popolazione anziana e femminile.

Ora, seguendo questa logica, ad avvocati, commercialisti, notai e consulenti del lavora si potrebbe qualcuno dei compiti che la magistratura e la pubblica amministrazione non riescono a espletare e che la popolazione invece si aspetta siano attuati con rapidità e puntualità. L'affidamento di nuove funzioni a tali professioni diventa un fatto quasi inevitabile. Attraverso questa via, esse possono essere risarcite (senza oneri per lo Stato) di parte delle perdite subite con la crisi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il