Stress in azienda e in ufficio in aumento per la crisi economica secondo recente ricerca

Lavoratori stressati: sei su dieci lo confessano. I motivi



Lavoratori stressati: sei su dieci confessano di risentire pesantemente delle difficoltà economiche che la crisi ha portato con sé. I motivi? Timore di perdere il posto di lavoro, impegnarsi in maniera pressante per non far calare vendite e profitti e i processi di riduzione del personale che numerose imprese e aziende stanno portando avanti. Queste sono le ultime notizie che arrivano da una recente ricerca globale condotta dal Regus Group.

Il motivo principale di ansia, in Italia, è rappresentato dalla paura di entrare a far parte di coloro che costituiscono ‘il taglio del personale’. Motivo riscontrato anche negli Stati, nel Regno Unito, in Cina e Germania.

Secondo gli ultimi dati Istat, infatti, nel nostro BelPaese i senza lavoro, a dicembre, hanno superato la soglia dei due milioni e il tasso di disoccupazione ha raggiunto l8%. Si tratta dei valori più alti registrati dal novembre del 2004.

In Europa la media è pari al 9,4% mentre negli Usa si aggira intorno al 10%. Non solo licenziamenti però: ad accrescere le ansie da ‘prestazione’ in ufficio, che portano poi a determinare un discreto livello di stress nel lavoratore, è anche la pressione continua da parte dei manager che spingono affinché il lavoro produca e assicuri buone vendite e profitti.

Infine, a questi motivi si aggiungono anche le continue richieste dei clienti. Il tutto con il risultato di un lavoro sempre più stressante e forse non sempre produttivo.

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di Marianna Quatraro Fonte: pubblicato il