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Studi di settore e Cassazione: non valgono nulla. Cancellati gli accertamenti basati solo su di essi

Stop agli studi di settore: sono nulli. La novità della Cassazione



Studi di settore nel mirino della Cassazione: le tabelle usate dal fisco dall’agosto 1993 a oggi per inoltrare le cartelle di accertamento in caso di dichiarazioni al di sotto del reddito minimo stabilito sono solo, ad avviso delle Corte suprema, ‘un’elaborazione statistica, il cui frutto è una ipotesi probabilistica che, per quanto seriamente approssimata, può solo costituire una presunzione semplice’.

Sono, dunque, da considerare nulli gli accertamenti fiscali che si poggiano solo sulle indicazioni provenienti dagli studi di settore anche se questi sono frutto della diretta collaborazione con i settori interessati.

Il verdetto della Corte di cassazione respinge il ricorso con cui l’Agenzia delle entrate sosteneva che gli studi del settore fossero applicabili anche nel caso del gestore di un piccolo salone (parrucchiere) dell’entroterra lucano che già da anni aveva ammortizzato i costi riferiti a minime quantità di beni e servizi, acquistati in tempi remoti, e ormai obsoleti.

Soddisfatte le categorie interessate: “È una bella vittoria per gli imprenditori, dice il presidente della Confcommercio di Roma, Cesare Pambianchi . Già da tempo come Confcommercio Roma e Lazio chiedevamo e chiediamo un congelamento degli studi di settore, almeno per un biennio, perché parlare adesso di un simile strumento di accertamento fiscale è pura alchimia. Si corre il rischio di creare un contrasto fra gli imprenditori e lo Stato per problematiche riferibili ancora una volta al sistema tributario”.

Mauro Bussoni, vicedirettore generale della Confesercenti,commenta il pronunciamento della Corte di Cassazione sugli studidi settore, giudicandolo ‘un passaggio importante’ e spiegando: “''La sentenza della Cassazione ribadisce quello che la Confesercenti ha sempre sostenuto, valea dire che gli studi di settore sono un punto riferimento ma chenon vanno considerati esaustivi riguardo alla fedeltà delcontribuente rispetto ai suoi impegni con il fisco”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il