La canzone di Natale 2009 più venduta e ascoltata? E' del 1992 spinta al successo da Facebook

Facebook social network di influenza. effetti positivi o negativi?



Facebook come principale social network mondiale, come luogo di aggregazione virtuale in cui nascono amicizie, legami, gruppi politici e tanto altro che porta con sé una decisa spinta all’influenza collettiva.

La possibilità di visionare e commentare tutto ciò che venie pubblicato su Facebook spinge ad un’aggregazione dilagante, fenomeno che potrebbe rivelarsi decisamente rischioso se si pensa che la propria opinione possa essere influenzata da quella di altre migliaia di utenti che, magari, hanno lo stesso pensiero o magari no. Un esempio?

Viene dalla musica: puntuale come oggi fine anno, in Inghilterra è scattata l’ora delle classifiche ufficiali della musica più venduta e scaricata. Negli album al primo posto c’è Susan Boyle con il suo album, stabilmente primo da quattro settimane, ma nei singoli e nei download non c’è quello che tutti si aspettavano di trovare, la cover di The Climb di Miley Cyrus registrata da John McElderry, vincitore dell’ultima edizione di X-Factor.

Al comando di entrambe le classifiche, quella dei cd singoli e quella dei download dalla rete, c’è ‘Killing in the name’, uno storico brano del 1992 dei Rage Against The Machine. E la domanda sorge spontanea: come mai questo brano vecchio rispetto ad altri è primo.

La risposta è semplice: qualche settimana fa è nato su Facebook un gruppo formato da alcuni appassionati di rock che volevano assolutamente bloccare la scalata del vincitore di X-Factor. Così hanno deciso di orientare il favore di tutti verso Killing in the name dei Rage Against The Machine. E pian piano tra il popolo di Facebook gli iscritti al gruppo sono rapidamente cresciuti. Che questo fenomeno possa ledere eventuali marchi o aziende?

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di Marianna Quatraro Fonte: pubblicato il