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Maroni e Internet:no leggi, accordi di autoregolamentazione dopo incontri con Google, Ms e operatori

Non più leggi punitivi ma un nuovo codice di regolamentazione. Il ministro Maroni rilancia sui contenuti web



Una linea di condotta per fronteggiare e prevenire situazioni in cui la libertà di espressione sconfina in quello che potrebbe essere giudicato un reato. I rappresentanti degli operatori della rete, di Facebook in prima line, all’indomani dell’aggressione subita dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si erano rivolti direttamente ai rappresentanti del governo che avevano minacciato leggi ad hoc che punissero cittadini e piattaforme, responsabili di certe istigazioni.

Il ministro Maroni, poi, aveva annunciato chiusure e oscuramenti imposti dalle autorità per le pagine che ospitassero incitazioni alla violenza, ma sembra aver cambiato idea: 'Abbiamo affrontato il tema di come impedire la commissione di gravi reati su Internet e come rimuoverne i contenuti e abbiamo capito che la strada da seguire è quella di un accordo fra tutti definendo un codice di autoregolamentazione che coinvolga tutti i soggetti interessati, evitando interventi di autorità”.

L’invito del ministro agli operatori della rete è quello che punta alla collaborazione fra gli operatori, affinché le segnalazioni relative a un contenuto inadatto vengano elaborate in maniera tempestiva e coerente, in modo da agire più che prontamente qualora i contenuti violassero la legge.

Dopo un incontro con Facebook, Google, Microsoft, carrier e vari rappresentati istituzionali, il Ministro dell'Interno ha, dunque, ritirato il proposito per la proposta di legge sull'apologia di reato in Rete, confidando invece nella via dell'autoregolamentazione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il