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Obbligazioni 2010: consigli per la scelta

Come scegliere le obbligazioni per il prossimo anno



Il porto sicuro delle obbligazioni come investimenti sicuri, tanto ‘sicuro’ non più. Anche, infatti, con le obbligazioni, siano esse pubbliche o private, il piccolo risparmiatore potrebbe incorrere in qualche rischio.

Ecco, dunque, qualche buona regola per minimizzare il più possibile i rischi di un acquisto di titoli di Stato o societari. Innanzitutto bisogna fare molta attenzione per quanto riguarda le obbligazioni governative che scadono tra i dieci e i 30 anni. E' vero che se si cercano cedole un minimo attraenti bisogna guardare a quelle, ma si paga salato. Il BTp che scade nel 2039 ha una cedola del 5%, ma il titolo costa 104,8; il valore cioè di un intero anno di rendimento. Se i tassi dovessero salire l'anno prossimo quel prezzo scenderà.

Alcune stime dicono che sul trentennale l'effetto di un aumento di 0,25% dei tassi guida deprime i valori del 3,8%. Un rialzo dei tassi fino all'1% (oggi remoto) porta il deprezzamento fino al 14%. Rischiereste quindi in futuro di avere in portafoglio un titolo con buone cedole ma che vale meno di quando lo avete comprato. Seconda regaloa: no al BoT che si autorinnova. Non comporta alcun rischio vero, ma neanche alcun guadagno, quindi all’investitore non serve a nulla. Terza regola: attenzione al rendimento troppo alto.

Quando un titolo obbligazionario rende più del 5 se non 6% c'è da stare molto attenti. Rendimenti elevati in questa fase ancora molto critica per l'economia e la finanza mondiale, sono sospetti. Significa che lo Stato o la società che emette questi titoli ha un merito di credito traballante e l'unico possibilità è quella di offrire rendimenti sempre più alti. Attenzione anche ai bond in dollari e a non farsi attrarre in tentazione dalla debolezza della moneta americana.

Si comprano bond in valuta americana e si spera di benefici e di una rivalutazione del dollaro sull'euro. Il che potrebbe accadere, ma potrebbe accadere anche il contrario, quindi, meglio non rischiare. Infine, attenzione anche ai Paesi emergenti.

E’ vero che il rendimento di investimenti nei Paesi emergenti è buono, ma se si vuole preservare il capitale e guadagnare qualche punto l'anno, sarebbe meglio lasciar perdere. Quei bond sono in valuta locale e come detto per il dollaro le oscillazioni dei cambi sono volubili e repentine, non lasciando spazio a previsioni certe. 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il