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Previsioni Internet, economiche e sociali per il 2010.

Le previsioni per l'anno che verrà



Rupert Murdoch avverte: “La ripresa dalla crisi economica non sarà rapida”, anche nel caso dell’Italia dove, giura, continuerà a investire nonostante il trattamento ricevuto non corrisponda al principio del libero mercato che condivide con ‘l’amico Silvio Berlusconi’. Murdoch parla al futuro: “Le nuove tecnologie sono miracolose. Nel giro di un anno le versioni elettroniche dei giornali conterranno anche video e pubblicità interattiva e la gente che paga già per i film pagherà per le news”.

Questa è la rivoluzione annunciata per l’anno che verrà: chi vorrà leggere le notizie online dovrà pagare. La notizie non è certo delle più gradevoli per i lettori, ma lo è per editori e giornalisti. Sul versante economico,  nessuno sostiene che la recessione sia finita davvero, la crisi superata e il futuro roseo, ma la storia annuncia che i primi segnali di luce si cominciano a vedersi.

Finisce un decennio importante, cominciato con l'avventodell'euro, segnato dal crollo delle Torri Gemelle, dall'affermarsi del terrorismo islamico e conclusosi con la più grande distruzione di ricchezza e di lavoro dalla Seconda guerra mondiale. Le bolle speculative che hanno distrutto l'economia e la finanza mondiale restano in agguato: il nuovo anno non può dimenticare nuove regole internazionali, così come la ripartenza richiederà di abbandonare la logica del breve termine per adottare una nuova filosofia in grado di programmare uno sviluppo graduale e sostenibile.

Insieme alle care ‘Vecchie’ Europa e Stati Uniti, altre economie si impadroniranno della scena mondiale. Sono le cosiddette economie emergenti, dal Brasile all'India fino all'Indonesia. Protagoniste che hanno conquistato la scena mondiale e hanno sancito che il nuovo G20 conta ben più del G8, la vecchia associazione dei grandi della Terra.

La geografia del pianeta sta cambiando: mentre il cuore dei consumi del lusso sarà sempre più Pechino e il calcio celebrerà il suo evento più importante in Africa, l'Europa dovrà fare i conti con la sua progressiva emarginazione mentre i giovani del Vecchio Continente, dipinti come senza avvenire, vanno guidati verso i lavori del futuro: ingegneri innanzitutto, capaci di costruire le nuove energie verdi. Oggi bisogna tornare a crescere, a ri-modernizzarsi.

Se il versante economico non offre certezza ma spera in un futuro migliore, la popolazione, invece, si può dire cresca di sicuro e ad aprile 2010 arriverà a raggiungere quota sette miliardi. A sostenerlo è il settimanale ‘Time’ ma nessuno potrà dire con sicurezza se ciò accadrà davvero il prossimo anno o se dovremo aspettare il 2011.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il