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Vaccino influenza A: cosa se ne farà l'Italia delle tanti dosi mai usate?

dosi di vaccino contro l'influenza A 'avanzate'. Che fine faranno?



Passato l’allarme contagio influenza A, passata la pandemia e rientrata la paura, ecco che l’Italia si trova a dover fronteggiare un altro problema, quello delle rimanenze delle dosi di vaccino. Che fare, dunque, dei milioni di dosi in eccesso acquistate e rimaste inutilizzate?

Mentre in Francia e in Germania il governo sta cercando di vendere alcuni milioni di dosi ‘avanzate’ a prezzo di saldo, in Italia la situazione è diversa. Quando è esploso l’allarme influenza A, l’Italia firmò un accordo con Novartis, azienda farmaceutica produttrice del vaccino, per l’acquisto di 24 milioni di dosi a un costo di circa 184 milioni di euro.

Ma ai cittadini italiani, che non hanno creduto troppo nell’allarmismo, sono state somministrate ‘solo’ 850.000 dosi di antidoto. Sorge spontaneo, dunque, chiedersi: che ne sarà delle altre 23 milioni di dosi rimanenti.

Il ministero della Salute italiano sostiene che, per ora, è improprio parlare di riserve in eccesso, poiché il periodo di vaccinazioni (che si protrarrà fino a febbraio) deve ancora terminare. Anche se sarà improbabile che vengano smaltite tutte queste dosi e, solo a campagna di vaccinazioni conclusa, si potrà prendere una decisione sulle scorte di vaccino inutilizzate.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il