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Censura in Cina su Internet: Microsoft decide di rimanere

Google resta in Cina. Il motivo degli attacchi



Dopo minacce e revoche delle ultime ore tra Google e la Cina, alla fine il colosso informatico ha deciso di rimanere. Nonostante il nuovo attacco a Google da altri gruppi attivi in Cina, Steve Ballmer ha negato che Microsoft possa andarsene dalla Cina. Ma il nuovo attacco è stato risultato di un incidente derivato dalla vulnerabilità di Internet Explorer.

Ballmer spiega, infatti, come “la specifica vulnerabilità verrà trattata alla stregua di ogni altra minaccia scoperta nei software del gruppo”. L'onere di comunicare la tipologia e la tempistica dell'intervento risolutivo vengono declinate al team responsabile della sicurezza dei software di Redmond, da cui al momento non giungono però indicazioni esatte.

Parlando poi dell'accaduto in Cina, ha detto che “tutti i grandi gruppi sono stati attaccati. Riceviamo attacchi ogni giorno, per questo non capisco”. E’ per questo che Microsoft non avrebbe alcuna intenzione di andarsene dal paese né tantomeno avrebbe espresso alcuna volontà di agire contro le imposizioni legali del governo locale.

Sarebbe, dunque, stata una falla di sicurezza del browser Internet Explorer la porta d’ingresso ai recenti attacchi degli hacker contro Google e almeno 20 altre aziende. Microsoft, dopo aver minacciato di abbandonare il mercato cinese, è poi riuscita ad individuare la fonte del problema dopo che Google ha annunciato ad inizio settimana che gli hacker in Cina avevano intercettato gli indirizzi posta elettronica di molti attivisti difensori dei diritti umani e contrari alla politica del governo cinese. Si attende per i prossimi giorni un aggiornamento dal sito Microsoft Update necessario per evitare questa vulnerabilità che sottopone a facili attacchi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il