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Processo a Telecom Italia: le major italiane vogliono sapere i nomi degli utenti P2P

Lo scontro Telecom- Fapav sulla privacy utenti peer to peer



“Avete violato la privacy dei nostri utenti”: risponde così Telecom alla Federazione anti pirateria audio visiva che ha chiesto alla compagnia telefonica di denunciare chi scarica file coperti da copyright. La Fapav ha, inoltre, ha chiesto al Tribunale civile di Roma di imporre a Telecom Italia di denunciare alle autorità giudiziarie chi nella propria rete opera pirateria e di impedire l'accesso ad alcuni siti noti collegati, anche indirettamente, al peer to peer.

Se le richieste di Fapav dovessero essere accetate, Telecom dovrebbe svelare gli utenti che scambiano file pirata e far in modo che non lo facciano più. Ma Telecom si oppone alle richieste e accusa a sua volta Fapav di aver monitorato le connessioni degli utenti Telecom, violandone la privacy. A sostenere le tesi della FAPAV si è schierata la SIAE, perché, ha spiegato il presidente Giorgio Assumma, tale posizione è strettamente legata alla tutela dei diritti patrimoniali degli autori.

La società, infatti, sta intessendo rapporti e sondaggi con le grandi società di telefonia perché di possa fare riferimento ad un sistema legale a fronte di un corrispettivo da erogare agli autori. Un corrispettivo, ha tenuto a precisare il presidente della SIAE, che non sarà una tassa, ma il compenso dovuto agli autori per il loro lavoro creativo.

Ma la situazione si presenta abbastanza complessa: se, infatti, dovesse arrivare un’eventuale condanna, le abitudini di navigazione degli italiani certamente cambieranno, in primo luogo perché i siti che la Fapav vuole oscurare sono molti, e fra questi spunta anche il popolarissimo Youtube e The Pirate Bay, unico sito ad esser già stato condannato per aver favorito la pirateria, da un tribunale svedese prima e poi di recente anche dalla Cassazione italiana, secondo la quale è corretto impedire l'accesso a siti che facilitano il download di file pirata. La sentenza della Cassazione forse aprirà la strada a una campagna di denunce, contro siti collegati al peer to peer.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il