Tassa equo compenso Siae non è una imposta secondo Bondi. Ma infuriano le polemiche

Critiche e polemiche contro l'equo compenso. La risposta del ministro Bondi



“L'equo compenso non è una tassa ma un compenso dovuto per legge a soggetti privati. Paesi come la Francia, la Germania e la Spagna, per esempio, hanno previsto da tempo tale compenso e lo hanno stabilito in misura ben più alta di quanto lo abbiamo fatto noi”. A dichiararlo è stato  il ministro dei beni culturali, Sandro Bondi.

Secondo Bondi, lo Stato non c'entra nulla con tale compenso e proteggere il diritto d'autore è un modo per consentire a creatori, interpreti ed esecutori di proseguire la propria attività e preservare la loro autonomia e dignità. Il ministro annuncia anche che sarà istituito un tavolo di lavoro presso la Presidenza del Consiglio, dove saranno rappresentati tutti i soggetti porta.

Sulla legge sul diritto d'autore, il provvedimento stabilisce i nuovi importi degli aumenti dei prezzi che devono essere applicati, a spese dei fabbricanti e degli importatori, alle memorie di massa, per esempio dvd e chiavette usb, con importi che variano a seconda della loro capacità, nonchè a computer e telefoni cellulari che consentono di memorizzare e seguire opere audiovisive protette dalla legge sul diritto d'autore.

Queste somme, di ‘equo compenso’, costituiscono i diritti che vengono corrisposti, tramite la Siae, agli autori e agli editori. Le quote di equo compenso fissate per l'Italia,  secondo riportato, sono circa la metà rispetto a quelle già in vigore in Francia. La novità riguarda le copie private di filmati, musica ed altri contenuti digitali, che il cittadino potrà fare, introducendo sostanzialmente una tassa il cui importo cresce proporzionalmente alla capacità di memoria degli apparecchi elettronici, che, grazie all'evoluzione tecnologica, è messa sul mercato dall'industria high tech a prezzi sempre più contenuti per capacità di memorizzazione sempre maggiori.

Ma questo decreto introduce un meccanismo che fa crescere la tassa in ragione delle performance dell'apparecchio, incidendo sui costi sostenuti dagli utilizzatori. E’ questo il lato negativo che va a toccare la crescita dell’innovazione tecnologica.
Autore:

Marianna Quatraro

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di Marianna Quatraro Fonte: pubblicato il