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Le banche in favore delle aziende e non con hedge fund e speculatori: discorso di Obama

La nuova proposta di riforma bancaria di Obama. Cosa prevede



Una nuova riforma bancaria che si propone di restringere le attività e le dimensioni delle banche americane per evitare che in futuro si rischi un altro grande fallimento. E’ questa la novità annunciata dal presidente degli StatiUniti, Barack Obama, che si propone come obiettivo quello di dar vita ad una riforma bancaria che torni a separare in modo netto e definito le attività di banca commerciale da quelle di banca d'affari.

Così, le banche commerciali che hanno filiali e depositi dei risparmiatori avranno anche nuovi limiti sulle percentuali dei depositi che potranno accumulare in relazione ai depositi totali del paese e non potranno più attuare il propriety trading, cioè quelle operazioni sul mercato per conto del proprio portafoglio. Inoltre, sarà vietato alle banche commerciali e alle società che controllano banche di possedere o investire in hedge fund e private equity.

Limitate saranno anche le dimensioni di ogni istituto finanziario in relazione all'intero settore e sarebbe rivisto l'attuale limite del 10% sulla quota di depositi totali che ogni banca può detenere. Importanti banche come JP Morgan Chase o Bank of America dovranno, dunque, decidere che direzione prendere.

“I contribuenti americani non saranno presi in ostaggio dalle banche too big to fail, ovvero quegli istituti che, fallendo, metterebbero a rischio l'intero sistema finanziario”, ha spiegato il presidente. Se la proposta di Obama fosse approvata dal Congresso, le banche diventerebbero soggette a limitazioni sulle dimensioni e la natura degli istituti, che nell'arco dell'ultimo decennio sono cresciuti a dismisura attraverso un'ondata di operazioni di consolidamento aziendale. “È una battaglia che sono pronto a combattere, si tratta di abbattere quel genere di irresponsabilità che rende questa riforma necessaria”.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il