BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Cina, Google e Usa: BigG deve lasciare la nazione. E accuse di fomentare online la protesta in Iran

Continua la querelle Google-Cina. Le nuove accuse di Pechino



Dopo la querelle sui tentati attacchi, dopo la minaccia di lasciare la Cina e il conseguente video diffuso dal Segretario di Stato, Hillary Clinton, fortemente sostenitrice di una libertà di informazione e di espressione, continua la diatriba fra Pechino e Washington.

Il People Daily, quotidiano del partito comunista cinese, ha attaccato ancora gli Usa sulla questione Internet accusandoli di sfruttare i social network come Twitter e Youtube per fomentare la rivolta in Iran: “Dietro quello che gli Usa chiamano libertà di parola vi è un bieco schema politico. Come avrebbe potuto altrimenti proseguire la protesta dopo le elezioni iraniane? Lo hanno fatto attraverso i video Youtube e i microblog di Twitter che hanno fatto circolare le voci, creato le divisioni, fomentato e alimentato la discordia tra i conservatori e le fazioni riformiste del Paese.

Temiamo che agli occhi dei politici americani solo l’informazione controllata dagli Usa è libertà d’informazione, solo le notizie ammesse dagli Stati Uniti sono notizie libere, solo i discorsi approvati dal governo sono discorsi liberi e solo il flusso di informazioni adatti agli interessi americani sia libero”. Non sembra, dunque, per nulla essersi conclusa la questione che vede protagonista Google se rimanere o lasciare la Cina.

Il gigante del web aveva minacciato di andarsene, ma qualche giorno dopo Hillary Clinton aveva rivolto un appello a Pechino sulle possibili conseguenze diplomatiche della guerra Internet sui rapporti tra i due Paesi. 

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il