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News a pagamento in Italia: De Benedetti contro aggregatori e propone nuovi modelli di business

Pagare le news online: il piano di De Benedetti



Pagare le news online, collaborazione tra gli editori, difesa del copyright e intese commerciali con motori di ricerca e aggregatori: sarebbero questi i punti necessari per valorizzare i contenuti digitali, spiegati dal presidente del gruppo Espresso, Carlo De Benedetti che dice: “Un editore non può prescindere dal bilancio, anche perchè quando i conti non tornano è la libertà di espressione a soffrine per prima e di più.

L'errore degli editori è stato puntare tutto sulla pubblicità, quasi che potesse esserci una quota aggiuntiva di investimenti da dedicare a internet e in particolare a chi fornisce notizie on line. Se si offre un buon prodotto, chiunque capisce che è ragionevole pagarlo”.

Ed è quanto sta già accadendo al New York times, i quotidiani della galassia di Rupert Murdoch e quelli di Axel Springer in Germania che stanno per mettere in vendita una quota dei propri contenuti informativi digitali. Per quanto riguarda l’Italia, sottolinea De Benedetti, “sarà necessario un approccio graduale, che veda mettere a pagamento contenuti oggi non disponibili gratuitamente online ma già pronti all'uso e altri realizzati da hoc, possibilmente esclusivi e di nicchia.

Può essere l'occasione per consolidare anche nel nostro Paese un approccio di sistema da parte degli editori”. De Benedetti evidenzia, inoltre, che “come Google, molti altri soggetti, dagli aggregatori alle rassegne stampa, non rispettano le regole che tutelano i diritti di proprietà intellettuale”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il