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Offerte di lavoro per i giovani 2010: poche e mal pagate. La crisi colpisce sopratutto loro.

Sono i giovani i più colpiti dalla crisi del lavoro. I dati



La crisi economica dello scorso anno ha avuto ripercussioni su ogni comparto, portando a migliaia di licenziamenti e casse integrazioni, fusioni e chiusure sia di grandi colossi che di piccole realtà, ma ora che la situazione sembra stia, anche se molto lentamente, riassestandosi, chi risente maggiormente degli effetti della crisi sono decisamente i ragazzi.

Il mondo del lavoro per loro sembra essere un mondo in cui bisogna muoversi alla cieca, in cui non ci si sa, perché non si può, orientare. Risultato? Il ministro Brunetta promette 500 euro di bonus a tutti coloro che andranno via di casa, perché le offerte di lavoro per i giovani sono pi che mai minime e mal pagate. Statisticamente, le generazioni nate fra il 1974 e il 1994 hanno assorbito l’intero costo della più grave crisi economica del dopoguerra.

Nell’Ocse, che racchiude le trenta democrazie avanzate del pianeta, si tratta di un record che mette l’Italia al primo posto. Al secondo, un po’ distante, la Spagna. Secondo le stime ufficiali, nota Stefano Scarpetta, capo della divisione Politiche e analisi del lavoro dell’Ocse di Parigi,  in Italia nell’ultimo anno tutte le perdite nette di posti (il saldo fra assunzioni e licenziamenti) si concentrano nel bacino degli occupati atipici e temporanei. In quel ‘limbo’ chi ha meno di 35 anni è in netta maggioranza: quasi il 60% della popolazione dei precari è nato dopo il ’74.

Nel confronto poi fra il 2008 e il 2009, emerge la vera emergenza lavoro che tocca i giovani: nella fascia di popolazione di chi ha fra i 15 e i 24 anni, il numero degli occupati è sceso dell’11,6%; in quella fra i 25 e i 34 anni si è ridotto del 5,5%; e fra gli adulti e gli anziani in età lavorativa cambia tutto. Qui le tracce della grande recessione (ancora) non sono evidenti: nella popolazione residente in Italia compresa fra 35 e i 64 anni, il tasso di occupazione è addirittura salito (dello 0,9%) fra il 2008 e il 2009, mentre l’economia crollava quasi del 5%.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il