Google in Italia e il mercato della pubblicità online e non solo. Sarà limitato da Agcom?E Mediaset?

Profitti dei motori di ricerca non controllati dal Sic. Qualcosa cambierà?



Vende pubblicità in Italia per 5-600 milioni di euro, è in rapida crescita nonostante la recessione ma non figura in nessun rapporto ufficiale. Ora sarà l’ Agcom, l’Autorità di garanzia delle comunicazioni, a prendere misure contro ‘l’anonimo’ Google.

Il Sistema integrato delle comunicazioni, Sic, è nato nella legge Gasparri del 2004 per delimitare un mercato mediatico nazionale abbastanza grande da permettere anche al gruppo più rilevante, la Fininvest, di rimanere al di sotto della soglia antitrust del 20% del fatturato. A questo scopo sono state anche incluse nel Sic perfino le promozioni nei supermercati e il direct marketing, ma ci si è dimenticati della pubblicità ondine.

Il grande motore di ricerca che si aggiudica la quasi totalità della pubblicità connessa alla funzione search non compare, infatti, in nessuna limitazione, nonostante sia stata la stessa Agcom a dare conto, rielaborando i dati Nielsen, del grande incremento della raccolta pubblicitaria su Internet, quasi il 100% nel 2008. La soluzione sarebbe, allora, inserire i motori di ricerca nel Sic ma c’è un problema: perché Google non fattura quanto ricava in Italia dall’Italia, ma da Dublino.

Ora, l’Irlanda fa parte dell’Unione europea e dovrebbe condividerne la cultura antitrust, per cui dimostrare anch’essa il suo fatturato in base alla popolazione residente. Sarà, dunque, proprio Corrado Calabrò, presidente dell’Agcom, a porre la questione della regolazione internazionale della Rete, addirittura in sede Onu.

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di Chiara Compagnucci Fonte: pubblicato il