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Disoccupazione nel 2009-2010 in Italia: uomini e nord Italia fortemente colpiti

Sono gli uomini i più colpiti dalla crisi occupazionale. Le differenze italiane



La disoccupazione torna a colpire gli italiani e lo fa, però, in maniera disomogenea. La grande crisi che ha colpito il mondo economico ha notevolmente ridotto le possibilità occupazionali, in generale, in tutto il paese ma, nonostante questo quadro, un’indagine della Fondazione Leone Moressa basata sui dati Istat relativi ai primi tre trimestri del 2009 fotografa l’immagine di un’Italia divisa.

Ancora una volta tra Nord e Sud, ancora una volta tra uomini e donne. Emerge, infatti, che, nello scorso anno, le donne rispetto agli uomini ne sono uscite meglio, mentre gli stranieri sono sempre la fascia più debole colpita.

Secondo gli analisti, i buoni risultati delle donne sono conseguenza delle buone prestazioni di settori come quello dei servizi alle persone e della ristorazione, tradizionalmente contraddistinti da un’elevata occupazione femminile e che nell’ultimo anno sono riusciti a far fronte alla crisi senza crollare.

Così, mentre la disoccupazione femminile è cresciuta del 16,9%, quella maschile è addirittura esplosa, con un aumento dell’84,6%. Più colpiti gli extracomunitari. E i dati parlano chiaro: tra il 2008 e il 2009 i disoccupati extracomunitari (155mila in totale) sono cresciuti del 29%, mentre i comunitari (70mila) del 93,6%. Guardando solo agli italiani, l’aumento del tasso di disoccupazione si è rivelato pari al 9,7%, mentre per quanto riguarda gli stranieri, si sono evidenziati un calo del tasso di occupazione (dal 65,7 al 63,6%) e un aumento di quello di disoccupazione (dall’8,3% del 2008 al 10,7% del 2009). 

La crisi dei posti di lavoro ha colpito le regioni italiane in modo diverso: le regioni del Centro e del Nord hanno avuto l'aumento più marcato dei disoccupati; il Nord Ovest ha visto crescere il tasso di disoccupazione nel terzo trimestre 2009 al 5,5% dal 3,8% di un anno prima, il Nord Est dal 2,9% al 4,6%. La Cgia di Mestre, che ha analizzato la situazione del lavoro per regione, ha stilato una classifica in cui sono Lombardia, Emilia Romagna e Veneto a subire l'aumento maggiore dei disoccupati, mentre Puglia, Lazio, Molise e Calabria vedono diminuire in maniera consistente i propri.

Il tasso complessivo del Mezzogiorno è passato da 11,1% a 11,7%. Sono rimasti stabili, seppur su livelli allarmanti, in Puglia (10,8%) e Sicilia (13,3%), fanno comunque male Campania (12,2%) e Sardegna (12,7%) con un peggioramento superiore alla media nazionale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il