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Telecom e Telefonica fusione inevitabile: l'accordo e le condizioni

Matrimonio in vista tra Telecom e la spagnola Telefonica. Le condizioni



Matrimonio in vista tra Telecom e la spagnola Telefonica. Nei prossimi giorni, l'esecutivo convocherà i vertici di Telecom Italia. Il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, insieme al sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, e al viceministro, Paolo Romani, chiamerà l'ad Bernabè e il presidente Gabriele Galateri, per spiegare la posizione del governo.

Una certezza sembra esserci: nessun imprenditore straniero può investire in un settore così delicato e sensibile senza il via libera di Palazzo Chigi. Il presidente del consiglio italiano, Silvio Berlusconi, non ha mai nascosto la sua contrarietà a perdere il controllo sulla telefonia nostrana e soprattutto sulla rete che amministra tutte le comunicazioni sull'intero territorio, per questo ha posto come condizione per l’acquisizione di Telefonica il fatto che il controllo sarà degli spagnoli ma la gestione della rete rimarrà tutta italiana.

Il governo sta, dunque, valutando una serie di misure per vincolare la fusione e blindare il futuro della rete che necessita di fondi sostanziosi per ammodernarla e farla diventare ‘Infrastruttura di Nuova Generazione’. 

Ciò che chiede l'esecutivo italiano sono una serie garanzie sulla governance della nuova società e sulla gestione della rete, secondo cui i soci italiani (Generali, Mediobanca, Intesa) dovranno essere coinvolti ai massimi livelli nell'amministrazione del colosso telefonico e nelle scelte strategiche, a partire dal Consiglio di amministrazione. Si pensa addirittura alla costituzione di una società ad hoc per la gestione della rete (controllata integralmente da Telefonica) affidata a management italiano.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il