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Decreto Romani, filtro e controllo click dei figli con sms: se questa non è censura!

Click sicuro: la nuova proposta del viceministro Romani. Le reazioni



Un nuovo strumento in grado di controllare la navigazione dei ragazzi e di avvisare i genitori con un sms se i figli visitano siti pericolosi: questa è l’ultima proposta del viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani, proposta che ha messo in allarme la comunità di blogger e operatori web, già in agitazione per le norme contenute nel decreto sulle tv.

Così dopo il giro di vite su web e cinema indipendente, Romani rilancia sul controllo dei figli proprio attraverso lo stesso web. E dopo la cancellazione delle norme a sostegno delle produzioni indipendenti di fiction e di cinema italiano, la limitazione degli affollamenti pubblicitari per il satellite (a quasi esclusivo detrimento di Sky), il giro di vite sul web, dato che la disciplina dei siti Internet che trasmettono immagini non occasionalmente viene assimilata a quella delle emittenti televisive, misure cui le opposizioni fanno fronte comune, Romani propone anche il cosiddetto ‘Click sicuro’, cioè messaggini per avvertire i genitori se i ragazzi vanno su siti pericolosi.

Si tratta, come lo stesso viceministro ha spiegato, “di un servizio che si potrà scaricare a breve dal sito del ministero, per il quale se i ragazzi che viaggiano su internet entrano in siti pericolosi verrà inviato un sms ai genitori e la trasmissione verrà immediatamente interrotta”.

Quello descritto da Romani sembrerebbe un software simile ai programmi di parental control già distribuiti su internet da aziende private: sistemi che i genitori possono installare sui pc usati dai figli per evitare che incorrano in contenuti inadatti ai minori. Le perplessità nascono per il sistema sms che dovrà essere utilizzato e soprattutto per il fatto che sia il governo a compilare una lista di siti pericolosi e a fornire uno strumento per bloccarli. Un meccanismo nel quale alcuni vedono l'inizio di un sistema di controllo governativo della rete.

Ma fin dove ci si può spingere nel porsi come divieto alla visione di certi siti? Quali saranno i criteri seguiti dal governo per stabilire quali siano i contenuti pericolosi da cui i giovani devono ‘star lontani’? Sembra, dunque, che anche il sistema italiano stia prendendo la piega ‘cinese’ di controllo dei contenuti web, arrivando a sfiorare anche quella censura forte e tanto criticata da cui, invece, ci si è sempre detti estranei.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il