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Dipendenti pubblici e secondo lavoro: come fare? E' permesso e a quali regole e condizioni

Un secondo lavoro si può? Le regole da seguire


Chi svolge un’attività statale già retribuita non può essere impiegato in altri lavori. Resta ferma, infatti, per tutti i dipendenti pubblici la disciplina delle incompatibilità. Il divieto del doppio lavoro esiste da sempre, di potrebbe dire, almeno nelle leggi: già nel 1919 Luigi Einaudi denunciava la ‘piaga del doppio lavoro in nero’ come una delle cause principali dell'inefficienza delle pubbliche amministrazioni.

La vecchia normativa vietava in modo assoluto che un dipendente pubblico potesse svolgere una seconda attività (ad eccezione di collaborazioni saltuarie e attività occasionali: e in questo la legge non è cambiata). Con la Finanziaria del 1997, invece, si è consentito ai dipendenti pubblici di svolgere una seconda attività lavorativa con due limiti: che si trasformi il rapporto a tempo pieno in tempo parziale e che l'attività lavorativa non sia incompatibile con i compiti di istituto, cioè non determini conflitti di interesse.

Facendo un balzo in avanti di più di dieci anni ormai, consapevoli del fatto che i dipendenti pubblici più disinvolti svolgevano (e svolgono) un doppio lavoro senza pagare le tasse e i contributi previdenziali; altri svolgevano (e svolgono) attività in conflitto di interesse, usando le loro conoscenze, il doppio lavoro ha avuto il via libera, purchè però si rispettino determinate regole. I lavori in questione non devono, infatti, risultare a tempo pieno e tra i due non deve esserci conflitto di interesse e concorrenza.




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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il 03/02/2010 alle ore 10:19