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Usa, Cina e economia: lo scontro avviene sull'economia dopo quelli sociali

Crescono le tensioni fra Stati Uniti e Cina. I nuovi contrasti



Crescono le tensioni fra Stati Uniti e Cina. La libertà di informazione sul web, dopo gli attacchi informatici della Cina a Google; le polemiche che hanno accompagnato la nuova fornitura di armi statunitensi all'isola di Taiwan; la quotazione dello yuan, la valuta di Pechino che americani ed europei ritengono sottostimata e l'incontro tra Barack Obama e il Dalai Lama stanno seriamente mettendo a rischio le relazioni tra Washington e Pechino.

E la situazione non sembra assumerà toni più pacati e diplomatici. Il presidente Usa Obama ha annunciato che gli Stati Uniti agiranno “con maggiore severità sulle regole commerciali verso la Cina, anche se verranno comunque mantenuti gli accordi esistenti con Pechino. Dobbiamo continuare il pressing costante su Pechino e altri Paesi in modo ma aprire i mercati in maniera reciproca”.

Ma i problemi non finiscono qui. Sulla visita del Dalai Lama a Washington, prevista per il 17 e 18 febbraio hanno detto al Washington Post fonti vicine al leader tibetano in esilio, il commento di Pechino è fermo e chiaro: “la Cina è fermamente contraria a qualsiasi incontro fra Obama e il leader spirituale tibetano, in esilio in India dal 1959 e che la propaganda cinese dipinge come un pericoloso separatista”.

“Un incontro di questo genere danneggerebbe seriamente la base politica delle relazioni tra Cina e Stati Uniti2, ha dichiarato Zhu Weiqun, viceministro dell'organo del Partito Comunista Cinese preposto alle relazioni con le minoranze etniche, dicendo poi "Se il leader statunitense sceglie di incontrare il Dalai Lama, questo gesto comprometterebbe la fiducia e la cooperazione tra i nostri due Paesi e come potrà tutto questo essere di aiuto all'America nel superare la crisi economica in corso?”.

La tensione si avverte. Pechino pensa che, in queste ultime settimane, che l'Amministrazione americana, in difficoltà, abbia deciso di giocare la carta cinese e di fare il viso duro alla nuova potenza asiatica. La Cina, con la sua nuova ricchezza finanziaria creata accumulando tonnellate di cambiali americane e europee per sostenere le proprie esportazioni, inizia a sospettare, sostenuta anche dai giovani gruppi che partecipano alle iniziative politiche del Paese, che Washington voglia esibire nei suoi confronti determinazione e forza che Obama non saputo dimostrare nella politica interna e nella estenuante battaglia quasi persa per la riforma sanitaria. E l’incontro voluto col Dalai Lama, dopo aver detto lo scorso autunno di non voler assolutamente incontrarlo, sembrerebbe il primo passo serio di questo nuovo agire americano.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il