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Scegliere le obbligazioni dopo crisi Grecia e Spagna: cct, btp o bot?

In cosa conviene investire oggi? Situazione e consigli



Le crisi di Grecia, Portogallo e Spagna hanno sconvolto l’andamento le Borse di tutto il mondo, colpendo in modo limitato le obbligazioni governative in Italia. I Btp a dieci anni emessi dal Tesoro ampliano infatti il divario di rendimento rispetto al Bund tedesco fino a 95 centesimi. Ma secondo gli operatori reggono piuttosto bene allo stress dei mercati.

In questo momento in Italia vengono penalizzate maggiormente le emissioni di Btp a due anni e i titoli equivalenti al breve termine, come i Cct (titoli di Stato al portatore a termine medio lungo), secondo Daniele Guidi, responsabile obbligazionario di Bnp Paribas Am. E’, dunque, crisi dei Cct, e le previsioni non promettono nulla di buono. “Nella situazione di crisi del debito dei Paesi periferici dell’euro che si sta accentuando in questi giorni, i Cct rischiano di essere i titoli più colpiti dalle vendite perché hanno un mercato quasi esclusivamente domestico in cui non operano gli investitori internazionali”, ha spiegato Jacopo Ceccatelli, partner di JC & Associati Sim, società di trading e di consulenza agli investitori.

Per questo suggerisce, in alternativa, di puntare su emissioni societarie e sovrannazionali a tasso variabile, sostenendo che il miglior sostituto dei Cct, sia dal punto di vista della liquidità che della sicurezza, sono probabilmente i Btp prossimi alla scadenza, con vita residua non superiore ai 12-24 mesi. Ma prima di abbandonare i Cct occorre considerare bene i vantaggi e gli svantaggi delle alternative disponibili e la possibile evoluzione dello scenario economico. Per scegliere l'obbligazione in cui investire, infatti, non basta guardare la cedola offerta.

Il rendimento del titolo dipende da diversi elementi: il prezzo di emissione, il prezzo di acquisto, il valore di rimborso, le spese di acquisto applicate dalla banca, senza dimenticare il fisco. La tassazione (oggi al 12,5%) si applica su tre elementi: la cedola, lo scarto di emissione (la differenza tra il valore di rimborso del titolo e il prezzo d'asta) e il capital gain (guadagno in conto capitale, che considera i prezzi di acquisto e di vendita, nel caso in cui il titolo sia stato acquistato dopo l'emissione oppure venduto prima della scadenza).

Per scegliere un'obbligazione bisogna considerare, dunque, l'affidabilità della società che la emette. Infatti, le società più rischiose cercano di attirare gli investitori offrendo rendimenti più alti, ma il rischio è di perdere il capitale se alla scadenza la società non riesce a far fronte ai propri impegni. Importante, quindi, è considerare il rating, giudizio di affidabilità delle agenzie specializzate che analizzano la capacità di una società di ripagare i suoi debiti. Al momento, comunque l'opinione maggiormente condivisa è che i mercati emergenti rimangono un'opzione di investimento attraente.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il