Assicurazioni Rc auto 2010: i problemi aumentano tra cui aumento delle tariffe

Problemi per gli italiani al momento della stipula di una polizza assicurativa per le auto.



Problemi per gli italiani al momento della stipula di una polizza assicurativa per le auto. Una della grandi novità è la nascita di compagnie assicurative che in realtà tali non sono. Si tratta, cioè, di assicurazioni che non hanno mai ricevuto alcuna autorizzazione per farlo.

Nei soli ultimi dieci giorni di gennaio, l'Isvap ha segnalato quattro compagnie sprovviste dei requisiti necessari per svolgere attività assicurativa e, per esempio, il 29 gennaio è toccato ad Arisa Assurances S.A. e HDI Direkt Versicherung AG, intermediate dalla Fin Planet s.p.a., che si qualifica come broker assicurativo, e prive dei permessi per l'Rc auto.

Se da una parte stipulare un’assicurazione con una compagnia cui manca l'autorizzazione prevede un notevole risparmio, dall’altro questo stesso risparmio al momento della firma può trasformarsi, in caso di controlli, in una vera e propria sanzione. Chi stipula, infatti, una polizza Rc auto con queste compagnie non assolve l'obbligo assicurativo previsto e ciò significa che non solo è scoperto in caso di incidente ma rischia anche il sequestro del veicolo e una sanzione fino a 3119 euro.

Per essere sicuri che la proposta Rc auto estremamente vantaggiosa che si riceve non nasconda qualcosa di illegale, l'Isvap consiglia di consultare l'elenco delle imprese assicurative autorizzate sul suolo italiano sul proprio sito (www.isvap.it). Altro problema, ormai diventato troppo attuale, è il continuo aumento cui sono sottoposte le polizze. Lo scarto tra premi incassati e sinistri più costosi si aggira oggi intorno al 5-8%, un fabbisogno che mette in affanno le compagnie assicurative e che potrebbe essere scaricato sui prezzi.

Adiconsum e Federconsumatori hanno calcolato dal '96 a oggi un rialzo del 170% e il divario nel corso del 2010 crescerà ancora e ciò significa che la tendenza alla riduzione dei prezzi è destinata a lasciare il campo ad eventuali rincari, come spiegato anche dal presidente dell'Ania, Fabio Cerchiai.

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di Marianna Quatraro Fonte: pubblicato il